Riparte anche nella provincia di Verona “Operazione Fiumi – Esplorare per custodire”, la campagna di monitoraggio ambientale promossa da Legambiente Veneto con il supporto tecnico di Arpav. L’iniziativa, giunta alla sesta edizione, coinvolgerà volontari e cittadini in una serie di attività dedicate al controllo dello stato di salute dei principali corsi d’acqua del Veneto.
Nel territorio veronese l’attenzione sarà concentrata in particolare sull’Adige e sul Fratta Gorzone, con appuntamenti pubblici previsti nelle prossime settimane tra Villa Bartolomea e Cologna Veneta.
Il primo incontro dedicato alla presentazione dei dati raccolti si terrà il 23 maggio a Villa Bartolomea, lungo le rive dell’Adige. Successivamente sarà la volta di Cologna Veneta, dove verranno illustrati i risultati relativi al monitoraggio del Fratta Gorzone.
La campagna si basa su un modello di “citizen science”, coinvolgendo direttamente volontari dei circoli territoriali di Legambiente nelle attività di campionamento ambientale. I partecipanti hanno seguito una formazione tecnica realizzata insieme ai professionisti di Arpav prima dell’avvio delle operazioni sul territorio.
I controlli interesseranno complessivamente 55 punti di monitoraggio distribuiti lungo 13 corsi d’acqua del Veneto, tra cui Adige, Po, Brenta, Bacchiglione, Piave, Sile e Canalbianco. Tra le novità dell’edizione 2026 figurano anche i nuovi ingressi del Botteniga, del Monticano e del Tesina.
L’obiettivo principale della campagna resta il controllo della qualità microbiologica delle acque. Le analisi si concentreranno in particolare sulla presenza di Escherichia coli, batterio utilizzato come indicatore della contaminazione fecale e dell’efficienza dei sistemi di depurazione.
Nella precedente edizione di “Operazione Fiumi”, Legambiente aveva rilevato valori superiori ai parametri considerati di qualità ambientale in numerosi punti monitorati. Pur non essendo previsti limiti normativi specifici per i fiumi veneti, non classificati come balneabili, l’associazione considera questi dati fondamentali per valutare lo stato degli ecosistemi fluviali.
Accanto alle analisi microbiologiche, la campagna prevede anche il monitoraggio di pesticidi e sostanze chimiche persistenti. Tra le sostanze ricercate figurano glifosate, Ampa e Fosetil-alluminio, composti utilizzati soprattutto in ambito agricolo.
I risultati relativi alle analisi di pesticidi e Pfas saranno diffusi entro il mese di dicembre, una volta completati gli esami di laboratorio effettuati da Arpav.
Secondo Legambiente, il monitoraggio dei fiumi rappresenta uno strumento fondamentale non solo per valutare la qualità delle acque, ma anche per comprendere lo stato di salute complessivo del territorio e degli ecosistemi naturali.
La campagna 2026 dedicherà inoltre particolare attenzione al tema della biodiversità fluviale. L’associazione sottolinea infatti come i corsi d’acqua rappresentino oggi alcuni dei pochi habitat naturali residui della pianura veneta, fondamentali per la conservazione di numerose specie animali e vegetali.
Negli ultimi decenni molti ambienti fluviali sono stati profondamente modificati da interventi di artificializzazione e contenimento idraulico, con effetti sulla biodiversità e sulla capacità dei fiumi di adattarsi agli eventi climatici estremi.
L’iniziativa punta anche a sensibilizzare cittadini e istituzioni sulla necessità di favorire interventi di rinaturalizzazione e tutela ambientale, promuovendo una maggiore attenzione verso la qualità delle acque e la salvaguardia degli ecosistemi fluviali.
La campagna è sostenuta anche da Coop Alleanza 3.0 e Bcc Veneta, partner dell’iniziativa dedicata alla tutela ambientale dei corsi d’acqua regionali.
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