Due genitori residenti a Concamarise sono finiti agli arresti con l’accusa di maltrattamenti in famiglia ai danni dei propri figli minori. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Legnago insieme ai militari della stazione di Sanguinetto, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona.
L’attività investigativa avrebbe fatto emergere un contesto di presunte violenze fisiche e verbali all’interno dell’abitazione familiare. A far scattare gli accertamenti sarebbero state alcune segnalazioni arrivate alle forze dell’ordine, relative a continui pianti e urla provenienti dalla casa della coppia.
I primi controlli dei militari avrebbero consentito di individuare nei bambini le possibili vittime dei maltrattamenti. Alcuni elementi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero emersi anche in ambito scolastico, contribuendo ad approfondire la situazione familiare.
Per verificare quanto stava accadendo, i carabinieri avrebbero avviato un monitoraggio mirato dell’abitazione, utilizzando anche strumenti di videosorveglianza elettronica. Le immagini e gli ulteriori riscontri raccolti nel corso delle indagini avrebbero documentato episodi di aggressioni e comportamenti vessatori nei confronti dei minori.
L’intervento decisivo è scattato il 26 febbraio scorso. I due coniugi sono stati arrestati con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, reato contestato sulla base degli elementi acquisiti durante l’inchiesta. L’operazione è stata eseguita con la formula dell’arresto “in differita”, prevista entro 48 ore dai fatti nell’ambito del cosiddetto “codice rosso rafforzato”.
La procedura fa riferimento alla Legge 16 del 2023 e all’articolo 382 bis del codice di procedura penale, normativa introdotta per garantire interventi più rapidi nei casi di violenza domestica e di genere. In questo caso, gli investigatori avrebbero ritenuto necessario intervenire tempestivamente per tutelare i minori coinvolti.
Dopo le formalità di rito, la coppia è stata accompagnata nel carcere di Montorio, rimanendo a disposizione dell’autorità giudiziaria. I bambini, invece, sono stati affidati a un familiare, misura adottata per garantire loro protezione e assistenza immediata.
Successivamente, il 28 febbraio, la Procura di Verona ha convalidato gli arresti disponendo nei confronti dei due indagati la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. I coniugi resteranno quindi nelle rispettive abitazioni in attesa degli sviluppi processuali.
L’inchiesta prosegue ora sotto il coordinamento della magistratura veronese, mentre gli accertamenti puntano a chiarire nel dettaglio la durata e la frequenza dei presunti maltrattamenti denunciati. La vicenda ha suscitato forte attenzione nella comunità locale, anche per il coinvolgimento di minori e per la gravità delle accuse contestate ai genitori.
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