Verona si prepara ad ampliare il numero delle proprie eccellenze agroalimentari certificate con due nuove Indicazioni Geografiche Protette. Sono infatti state avviate le procedure per il riconoscimento europeo dei marchi “Mela di Verona Igp” e “Kiwi di Verona Igp”, un progetto che coinvolge attualmente circa cinquanta produttori e oltre mille ettari di coltivazioni distribuiti sul territorio provinciale.
L’annuncio ufficiale è arrivato durante un incontro organizzato allo Spazio 40 di Confindustria Verona, in piazza Cittadella. A promuovere l’iniziativa sono due associazioni temporanee di produttori nate con l’obiettivo di portare a compimento l’iter previsto dai regolamenti europei per il riconoscimento delle nuove Igp.
A guidare il progetto è Leonardo Odorizzi, imprenditore ortofrutticolo e presidente del Consorzio Pesca di Verona Igp, affiancato dalla Fondazione Prodotti Agricoli di Bussolengo e Pescantina presieduta da Gianluca Fugolo.
Secondo i promotori, il percorso potrebbe concludersi entro un anno. Con l’eventuale riconoscimento europeo, Verona arriverebbe a contare quattro prodotti ortofrutticoli Igp certificati, dopo la Pesca di Verona e il Radicchio di Verona, rafforzando ulteriormente il proprio ruolo nel panorama agricolo nazionale.
Il progetto punta non solo alla tutela delle produzioni locali, ma anche alla valorizzazione economica e culturale del territorio. Gianluca Fugolo ha sottolineato come il marchio Igp rappresenti uno strumento di difesa contro la concorrenza sleale e una garanzia per i consumatori in termini di qualità, tracciabilità e origine certificata.
“L’Igp significa dare valore a un territorio ben definito”, ha spiegato il presidente della Fondazione Prodotti Agricoli di Bussolengo e Pescantina. “Può creare occupazione lungo tutta la filiera agricola e favorire l’accesso a bandi e finanziamenti dedicati, generando inoltre sinergie con il turismo enogastronomico”.
Durante l’incontro è stato ricordato anche il forte legame storico tra il territorio veronese e le due coltivazioni. Attraverso videomessaggi, Enzo Gambin, direttore dell’Associazione produttori olivicoli e memoria storica dell’agricoltura scaligera, ha ripercorso le origini della melicoltura e della coltivazione del kiwi nel Veronese.
Le prime testimonianze della coltivazione delle mele nella provincia scaligera risalgono all’epoca romana, mentre la presenza del kiwi nel territorio gardesano è documentata dalla seconda metà degli anni Settanta.
L’iniziativa viene considerata strategica anche sotto il profilo economico e commerciale. Secondo i promotori, il riconoscimento Igp potrebbe contribuire a rafforzare il posizionamento dei prodotti veronesi sui mercati nazionali e internazionali, aumentando la competitività delle aziende agricole locali.
A evidenziare la necessità di una certificazione di qualità è stato anche il produttore veronese Gabriele Cacciatori. “Oggi la mela è un prodotto anonimo”, ha dichiarato. “Senza un riconoscimento di qualità diventa difficile sostenere il mercato e garantire un futuro al comparto”.
L’iniziativa ha raccolto il sostegno di numerosi amministratori e rappresentanti istituzionali del territorio. Tra i presenti all’incontro figuravano l’assessora alle Attività produttive del Comune di Verona Alessia Rotta e Sara Moretto, delegata provinciale all’Agricoltura e sindaca di Buttapietra.
Proprio Moretto ha annunciato che il territorio sta lavorando anche a un possibile riconoscimento Igp per la fragola veronese, confermando la volontà di rafforzare sempre di più l’identità agricola della provincia.
Messaggi di sostegno sono arrivati anche dai consiglieri regionali della Commissione Agricoltura Alberto Bozza, Filippo Rigo e Claudia Barbera, oltre a diversi sindaci e amministratori locali della provincia scaligera.
L’avvio dell’iter per Mela e Kiwi di Verona Igp rappresenta quindi un nuovo passo nella valorizzazione delle produzioni agricole veronesi, con l’obiettivo di tutelare qualità, identità territoriale e competitività del comparto ortofrutticolo.
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