Redditi a Verona: cresce il divario tra quartieri nord e sud

Centro storico e Borgo Trento guidano la classifica dei redditi, mentre Santa Lucia e Golosine restano in fondo alla graduatoria cittadina

Verona città adige

Verona si conferma una città economicamente divisa, con una netta separazione tra i quartieri più ricchi della zona nord e quelli popolari della parte sud. A fotografare questa frattura sociale è l’analisi realizzata da Withub, gruppo editoriale specializzato in data journalism, sui dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze relativi alle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2025 e riferite all’anno d’imposta 2024.

Lo studio evidenzia una distanza molto marcata tra le diverse aree urbane. Tra il centro storico e la zona di Santa Lucia-Golosine il divario medio di reddito pro capite raggiunge quasi 26.500 euro annui. Chi vive nel cuore della città dichiara infatti in media 49.521 euro all’anno, mentre a Santa Lucia il reddito medio si ferma poco sopra i 23mila euro.

La mappa economica della città mostra con chiarezza due realtà differenti. Da una parte i quartieri storicamente più benestanti, caratterizzati da abitazioni di pregio, maggiore disponibilità di servizi e una più alta capacità di spesa. Dall’altra le aree popolari della periferia sud, dove le famiglie devono confrontarsi con redditi più contenuti e costi della vita sempre più elevati.

Dopo il centro storico, tra le zone con i redditi più elevati figurano Borgo Trento, con una media superiore ai 46.600 euro pro capite, e Borgo Venezia-San Felice, dove si superano i 42mila euro annui. Sul versante opposto della classifica si trovano invece San Michele Extra, con 23.237 euro medi dichiarati, e l’area vicina al Quadrante Europa, che supera di poco i 23.352 euro.

Secondo l’analisi, nel passaggio dal 2023 al 2024 i redditi sono aumentati in tutti i quartieri cittadini. Gli incrementi sono legati soprattutto agli adeguamenti Istat di stipendi e pensioni, oltre che ai rinnovi contrattuali che hanno interessato diversi comparti lavorativi. Tuttavia, la crescita non è stata uniforme.

Le variazioni più consistenti si registrano a San Zeno, Borgo Nuovo e Navigatori, dove l’aumento supera il 5%. Un incremento attribuito anche alle rendite immobiliari e agli introiti derivanti dagli affitti. Più contenuta invece la crescita a Quinto di Valpantena, Poiano e Marzana, dove il reddito medio aumenta soltanto dell’1,48%, dato collegato soprattutto alla forte presenza di pensionati.

L’indagine di Withub offre anche una fotografia dettagliata della distribuzione delle pensioni nei quartieri cittadini. Le percentuali più elevate di redditi da pensione si registrano proprio a Quinto di Valpantena, Poiano e Marzana, dove il 40% delle dichiarazioni riguarda assegni pensionistici. Seguono Parona, Avesa e Quinzano con il 36%, mentre Porto San Pancrazio, Borgo Milano, Stadio e Chievo si attestano al 35%.

Nel centro storico, invece, solo il 23% delle dichiarazioni è riconducibile a pensioni, confermando una composizione sociale differente rispetto ad altre zone della città.

Uno dei dati più sorprendenti riguarda però l’area di San Zeno, San Bernardino e parte di Borgo Trento. Qui il 31% dei residenti dichiara meno di 10mila euro annui, la quota più alta di tutta Verona. Un risultato che appare in contrasto con l’immagine tradizionale del quartiere, ma che potrebbe essere spiegato dalla presenza di anziani pensionati e di fasce economicamente fragili.

Borgo Venezia segue con il 23% di contribuenti sotto la soglia dei 10mila euro annui. Parallelamente, però, gli stessi quartieri mostrano anche una significativa presenza di redditi molto elevati.

L’analisi sui contribuenti con redditi superiori ai 75mila euro conferma infatti che i residenti più ricchi si concentrano prevalentemente nella Verona nord. Nel centro storico il 19% degli abitanti supera questa soglia, mentre a Borgo Trento la quota raggiunge il 18%. Anche Borgo Venezia registra una presenza significativa di redditi elevati, con il 16% dei residenti oltre i 75mila euro annui.

Più contenuta invece la presenza di contribuenti benestanti nei quartieri della zona sud. A San Michele Extra, Borgo Roma e Cadidavid soltanto il 2% dei residenti dichiara redditi superiori ai 75mila euro. Stessa situazione nelle aree della Fiera, del Policlinico, delle Golosine, di Santa Lucia e del Quadrante Europa.

La fotografia economica restituisce quindi l’immagine di una Verona a due velocità, dove il benessere si concentra soprattutto nei quartieri settentrionali e centrali, mentre le periferie sud continuano a mostrare maggiori difficoltà economiche e sociali.

Redazione

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