Una simulazione su larga scala per testare la capacità di risposta a una delle emergenze sanitarie più temute nel comparto zootecnico. Si è svolta in Valfredda, nel territorio di Ferrara di Monte Baldo, un’esercitazione dedicata alla gestione della peste suina africana nella fauna selvatica, coinvolgendo i Servizi veterinari dell’Ulss 9 insieme ad altri enti regionali.
L’attività, organizzata il 29 aprile, ha rappresentato un momento operativo fondamentale per verificare procedure, coordinamento e tempestività d’intervento. Lo scenario simulato prevedeva la ricerca attiva di carcasse di cinghiali in un’area boschiva, elemento chiave nelle strategie di monitoraggio e contenimento della malattia. Per rendere l’esercitazione realistica, sono state utilizzate sagome nascoste nella vegetazione, individuate attraverso attività sul campo.
Durante le operazioni, particolare attenzione è stata dedicata alla raccolta dei dati. I partecipanti hanno tracciato i percorsi tramite sistemi GPS e registrato con precisione i punti di ritrovamento, replicando le modalità previste nei protocolli ufficiali in caso di sospetto focolaio. Un lavoro che ha permesso di mettere alla prova non solo le competenze tecniche, ma anche la capacità di gestione delle informazioni.
L’iniziativa ha visto una partecipazione ampia e articolata. Oltre al personale dell’Ulss 9, hanno preso parte anche i Servizi veterinari delle Ulss 6, 7 e 8 del Veneto. Fondamentale il contributo di diversi enti istituzionali e operativi, tra cui la Polizia Provinciale, i Carabinieri Forestali, le Guardie Venatorie Volontarie e il Centro Epidemiologico dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. Presente anche l’amministrazione comunale, che ha supportato lo svolgimento delle attività.
La complessità dello scenario ha richiesto un’organizzazione strutturata anche sotto il profilo della sicurezza. Il Dipartimento di Emergenza Urgenza dell’Ulss 9 ha garantito assistenza con un’ambulanza, assicurando la tutela degli operatori impegnati nelle operazioni sul campo.
L’esercitazione si inserisce in un percorso formativo più ampio avviato nel 2024, con l’obiettivo di rafforzare la preparazione del personale sanitario veterinario. Dopo una prima simulazione dedicata alla gestione di un sospetto caso di infezione, questa seconda fase ha puntato sull’intervento diretto nel territorio e sulla gestione della fauna selvatica, considerata uno dei principali vettori di diffusione del virus.
Il programma prevede inoltre un ulteriore appuntamento formativo, che coinvolgerà in modo esteso tutto il personale dei Servizi veterinari. Un percorso progressivo che mira a consolidare competenze operative e capacità di risposta coordinata, elementi essenziali per fronteggiare eventuali emergenze reali.
La peste suina africana rappresenta una minaccia significativa per il settore suinicolo, con potenziali ripercussioni economiche rilevanti. Il controllo della malattia passa anche attraverso il monitoraggio della fauna selvatica e la rapidità di intervento in caso di ritrovamenti sospetti, aspetti al centro dell’esercitazione veronese.
L’attività svolta in Valfredda conferma quindi l’importanza della prevenzione e della preparazione. In un contesto in cui la diffusione delle malattie animali può avere conseguenze estese, la collaborazione tra istituzioni e la formazione continua degli operatori si rivelano strumenti fondamentali per garantire un sistema di controllo efficace e tempestivo.
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