Un intervento dei carabinieri ha portato all’arresto di un giovane di 27 anni a San Bonifacio, in provincia di Verona, per violazione del divieto di avvicinamento nei confronti della ex compagna. L’episodio si è verificato nella giornata del primo maggio, durante un servizio di controllo del territorio svolto dai militari dell’Aliquota Radiomobile.
L’attenzione degli operatori è stata attirata da un’auto sportiva che percorreva le vie del centro cittadino con tre persone a bordo. Il comportamento sospetto degli occupanti, che avrebbero mostrato un atteggiamento nervoso alla vista della pattuglia, ha spinto i carabinieri a procedere con un controllo immediato del veicolo.
Dopo aver fermato l’auto, i militari hanno identificato i presenti, accertando un elemento rilevante: il passeggero 27enne risultava sottoposto a una misura cautelare che gli vietava di avvicinarsi alla ex partner. La donna, tuttavia, si trovava proprio all’interno del veicolo insieme a lui, configurando così una presunta violazione del provvedimento disposto dall’autorità giudiziaria.
Durante le operazioni di verifica, è emerso un ulteriore elemento. Il conducente del mezzo è stato trovato in possesso di 1,17 grammi di cocaina, immediatamente sequestrati dai carabinieri. La posizione di quest’ultimo è stata quindi segnalata per gli accertamenti del caso, in relazione al possesso della sostanza stupefacente.
Per quanto riguarda il 27enne, già noto alle forze dell’ordine, la situazione è apparsa fin da subito grave sotto il profilo giudiziario. Dopo il controllo, è stato accompagnato presso la Compagnia dei carabinieri di San Bonifacio, dove sono state avviate le procedure previste. Informata la Procura della Repubblica di Verona, i militari hanno proceduto con l’arresto, ritenendo sussistenti gli elementi per contestare la violazione della misura cautelare.
Il giovane è stato quindi trattenuto nelle camere di sicurezza in attesa del rito direttissimo. Nella mattinata successiva, è comparso davanti al giudice del Tribunale di Verona. L’autorità giudiziaria ha convalidato l’arresto, disponendo il ripristino della misura cautelare già in essere e stabilendo il rinvio dell’udienza al mese di settembre 2026.
L’episodio si inserisce nell’ambito delle attività di controllo e prevenzione svolte quotidianamente dalle forze dell’ordine sul territorio. La violazione delle misure restrittive, in particolare nei casi legati a rapporti personali e familiari, rappresenta un reato che viene perseguito con attenzione, anche alla luce delle possibili implicazioni per la sicurezza delle persone coinvolte.
L’intervento tempestivo dei carabinieri ha consentito di accertare la situazione e di adottare i provvedimenti previsti dalla legge, contribuendo a garantire il rispetto delle disposizioni dell’autorità giudiziaria e il mantenimento dell’ordine pubblico.
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