Tragedia sul Garda: 16enne muore dopo tuffo dal pedalò

Intervento della Guardia Costiera a Desenzano, inutile la corsa in ospedale

Un drammatico episodio si è verificato nelle acque del lago di Garda, dove un ragazzo di 16 anni ha perso la vita dopo essersi tuffato da un pedalò senza più riemergere. Il fatto è avvenuto nel tardo pomeriggio di sabato 2 maggio, nella zona antistante Desenzanino, a Desenzano del Garda, dove è scattato l’allarme per la scomparsa del giovane.

Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo, residente in provincia di Pavia, si trovava in compagnia di amici quando ha deciso di tuffarsi dal pedalò. Dopo l’immersione, però, non è più tornato in superficie, facendo scattare immediatamente la richiesta di aiuto alla Guardia Costiera del lago di Garda.

L’intervento dei soccorsi è stato tempestivo. Due unità navali della Guardia Costiera hanno raggiunto rapidamente il punto indicato, avviando le operazioni di ricerca. La perlustrazione dei fondali ha consentito di individuare il corpo del giovane adagiato sul fondo, permettendo così il recupero in tempi rapidi. Alle operazioni hanno collaborato anche gli amici presenti sul posto.

Una volta riportato in superficie, il 16enne è stato issato a bordo di un mezzo della Guardia Costiera e trasportato fino al porto di Desenzano. Qui ad attenderlo c’erano i sanitari del 118, che hanno avviato immediatamente le manovre di rianimazione. Le condizioni del ragazzo sono apparse da subito gravissime, tanto da richiedere il trasferimento urgente in elisoccorso verso l’ospedale Civile di Brescia, in codice rosso.

Nonostante i tentativi dei medici, il giovane è deceduto poco dopo il ricovero. Ogni sforzo per salvargli la vita si è rivelato inutile, lasciando sgomenta la comunità e i presenti che hanno assistito alla tragedia.

In un primo momento era stato richiesto anche l’intervento dei sommozzatori dei vigili del fuoco, successivamente annullato dopo il recupero del corpo. Le autorità competenti hanno avviato gli accertamenti per chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto. La Guardia Costiera, insieme alla Polizia di Stato e ai Carabinieri, sta analizzando ogni elemento utile per ricostruire quanto successo nelle acque del lago.

L’episodio riporta l’attenzione sui rischi legati alle attività ricreative in acqua, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. Le operazioni di soccorso, pur rapide e coordinate, non sono bastate a evitare l’esito più grave, evidenziando ancora una volta quanto possano essere imprevedibili le condizioni e le situazioni in ambiente lacustre.

Redazione

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