Il quadro demografico del Veneto rimane sostanzialmente invariato nei numeri complessivi, ma evidenzia trasformazioni profonde nella struttura della popolazione. I dati aggiornati al 2024 indicano 4.853.472 residenti, un valore stabile rispetto all’anno precedente, mentre emergono con chiarezza due tendenze parallele: il progressivo invecchiamento e il calo delle nascite. In questo contesto, Verona si distingue come la provincia più giovane della regione, confermando un andamento in controtendenza rispetto a molte altre aree.
Dal punto di vista territoriale, Verona registra una crescita di 1.652 abitanti (+0,2%), posizionandosi tra le realtà più dinamiche insieme ad altri centri veneti. La distribuzione della popolazione evidenzia inoltre una forte concentrazione: quasi il 40% dei residenti vive tra le province di Verona e Padova, entrambe con oltre 900 mila abitanti, confermando il loro ruolo centrale nel tessuto regionale.
Uno degli elementi più critici riguarda la natalità. Nel 2024 si è registrato un nuovo minimo storico con 29.969 nascite, segnando una diminuzione di 469 unità rispetto al 2023. Il calo coinvolge anche i figli di cittadini stranieri, indicando un rallentamento diffuso. Questo dato contribuisce in modo significativo all’aumento dell’età media, che sale da 46,9 a 47,1 anni. Nonostante ciò, Verona mantiene un profilo relativamente giovane con un’età media di 46,2 anni, seguita da Vicenza e Treviso, mentre Rovigo e Belluno si confermano le province più anziane.
Segnali lievemente positivi emergono sul fronte della mortalità. I decessi diminuiscono di 597 unità, portando il tasso dal 10,5 al 10,4 per mille. Il miglioramento più evidente si registra proprio nel territorio veronese, contribuendo a un equilibrio demografico leggermente più favorevole rispetto ad altre zone della regione.
Un ruolo determinante è svolto dalla componente straniera. I cittadini non italiani sono 503.466, pari al 10,4% della popolazione, in crescita di 2.305 unità. Provenienti da 176 Paesi, rappresentano un fattore chiave nel contenimento dell’invecchiamento demografico. Le comunità più numerose sono quelle provenienti da Romania (24,7%), Marocco (9,0%) e Cina (7,3%). La loro presenza contribuisce a mantenere più giovane la struttura della popolazione e a sostenere, almeno in parte, la dinamica demografica regionale.
La distribuzione dei residenti mostra inoltre una prevalenza nei centri urbani di media dimensione. Oltre un quarto della popolazione vive in comuni tra i 10.001 e i 20.000 abitanti, mentre il 16,9% risiede nelle città sopra i 100 mila abitanti, tra cui Verona, Venezia, Padova e Vicenza. Questo assetto evidenzia una rete territoriale diffusa, con poli urbani rilevanti affiancati da un tessuto di centri intermedi.
A livello provinciale, dopo Verona e Padova, seguono Treviso, Vicenza e Venezia, che insieme concentrano più della metà degli abitanti del Veneto. Più contenuto il peso demografico di Rovigo e Belluno, ferme complessivamente all’8,8%.
Tra le variazioni più significative, Venezia registra una diminuzione di 1.099 residenti, seguita da Rovigo, Treviso e Belluno. In termini percentuali, i cali più evidenti riguardano Venezia e Rovigo (-0,1%). In questo scenario, Verona consolida il proprio ruolo di polo attrattivo, distinguendosi per crescita e per una struttura demografica più giovane rispetto alla media regionale.
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