Ciccio Speranza chiude la stagione dell’Altro Teatro al Camploy

Il 30 aprile a Verona arriva lo spettacolo di Les Moustaches tra sogni, marginalità e desiderio di riscatto

Teatro Camploy

Il 30 aprile il Teatro Camploy di Verona ospita La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza, spettacolo che chiude la stagione dell’Altro Teatro con una proposta intensa, ironica e profondamente umana. L’appuntamento rappresenta il gran finale di un percorso teatrale costruito attorno al tema dell’accoglienza, della partecipazione e del confronto con il presente.

La rassegna, promossa dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven e con la direzione artistica di Fabrizio Arcuri, ha portato in scena opere capaci di parlare al pubblico senza barriere, con linguaggi accessibili ma mai semplificati. Il motto “Come As You Are” sintetizza proprio questa visione: il teatro come luogo aperto, dove ciascuno può entrare con la propria storia e il proprio sguardo.

La storia di Ciccio tra sogno e resistenza

Al centro dello spettacolo c’è Ciccio Speranza, un giovane intrappolato in una realtà familiare dura, chiusa e incapace di accogliere la sua diversità. Vive in una provincia isolata, dentro una famiglia segnata da abitudini rigide, povertà emotiva e modelli tramandati senza possibilità di discussione.

Eppure Ciccio custodisce un desiderio semplice e rivoluzionario: vuole danzare. Il suo sogno, fragile e ostinato, diventa una forma di resistenza contro un destino che sembra già scritto. In un mondo che lo vorrebbe fermo, silenzioso e conforme, il personaggio sceglie il movimento, il corpo, l’immaginazione.

La frase “La vita senza un suogno es amara como radicchio” racchiude il cuore poetico dello spettacolo: senza un sogno, anche l’esistenza più concreta rischia di diventare insopportabile.

Les Moustaches e una drammaturgia originale

A firmare il progetto è Les Moustaches, compagnia under 35 tra le realtà più interessanti della scena contemporanea italiana. Il collettivo lavora su una drammaturgia originale, spesso costruita attraverso percorsi condivisi, osservazione del reale e attenzione alle fragilità umane.

Il linguaggio scenico combina parola, fisicità, ritmo, dialetti e invenzione poetica. Il risultato è un teatro diretto, emotivo e non convenzionale, capace di alternare comicità e dolore, durezza e tenerezza. La compagnia ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Iceberg di Hystrio come miglior compagnia under 35 italiana nel 2023.

Uno spettacolo premiato tra critica e pubblico

La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza ha conquistato festival e platee nazionali. Lo spettacolo ha ricevuto il premio come Miglior spettacolo, il Premio Fersen e il Premio della Stampa al Roma Fringe Festival 2020. È stato inoltre finalista a Inbox 2021, Direction Under 30 2020 e Premio Scenario.

In scena ci sono Damiano Spitaleri, Alberto Gandolfo e Federico Bizzarri, diretti da Alberto Fumagalli e Ludovica D’Auria. I tre interpreti costruiscono un universo familiare ruvido e memorabile, dove ogni gesto racconta tensioni, silenzi, conflitti e desideri inespressi.

Il teatro come spazio di possibilità

Lo spettacolo non racconta soltanto una vicenda individuale, ma apre una riflessione più ampia su identità, esclusione, appartenenza e diritto al desiderio. Ciccio diventa il simbolo di chi cerca uno spazio per essere riconosciuto, anche quando il contesto sembra negarlo.

Con questa chiusura di stagione, l’Altro Teatro conferma la vocazione del Camploy come luogo di incontro, ascolto e pluralità. La scena diventa agorà contemporanea, capace di mettere insieme differenze, emozioni e domande sul presente.

Per questo appuntamento non è previsto l’incontro con la compagnia.

Redazione

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