Rifiuti a Verona: arriva la tariffa “paga ciò che butti”

Addio al calcolo sulla metratura, il nuovo sistema punta su equità e sostenibilità

A Verona e provincia prende forma una rivoluzione nella gestione dei rifiuti urbani. La tradizionale Tari, finora calcolata principalmente sulla superficie dell’abitazione, lascia progressivamente spazio a un modello innovativo basato sulla reale produzione di scarti. La campagna “Paga ciò che butti”, promossa da Esa-Com, coinvolgerà circa 154mila residenti e segna un cambiamento strutturale destinato a entrare a regime entro il 2028.

Il cuore della riforma è rappresentato dalla Tariffa Pentanomia, un sistema che introduce la cosiddetta misurazione puntuale. Questo approccio lega il costo del servizio non più a parametri generici, ma alla quantità effettiva di rifiuti conferiti da ciascun nucleo familiare. Il principio è semplice: meno rifiuti indifferenziati si producono, minore sarà la spesa da sostenere.

Il progetto è stato presentato ufficialmente a Zevio e si inserisce in una strategia più ampia volta a rendere il sistema di raccolta più equo e trasparente. Superando i criteri tradizionali, il nuovo modello si concentra in particolare sul volume di rifiuto indifferenziato e organico. Chi differenzia in modo corretto e riduce gli scarti potrà beneficiare di un risparmio concreto, incentivando comportamenti più responsabili sul piano ambientale.

Le prime applicazioni del sistema sono già realtà. Nei comuni di Zevio e Castagnaro, la sperimentazione è partita all’inizio dell’anno, offrendo ai cittadini un primo contatto con il nuovo meccanismo. A partire da giugno, il test verrà esteso anche a San Giovanni Lupatoto e Bovolone, ampliando così il bacino di utenza coinvolto nella fase pilota.

Uno degli strumenti chiave di questa fase sperimentale è il simulatore della tariffa. I cittadini possono confrontare l’importo della Tari tradizionale con quello calcolato secondo il nuovo sistema, ottenendo una visione chiara dei potenziali vantaggi economici legati a una gestione più virtuosa dei rifiuti. Questo passaggio consente di accompagnare gradualmente la transizione, evitando impatti improvvisi.

Per sostenere l’introduzione della Tariffa Pentanomia è stato previsto un investimento complessivo di circa 600mila euro. Le risorse saranno utilizzate per testare e perfezionare il modello, con l’obiettivo di estenderlo progressivamente a tutti i 26 comuni del bacino Verona Sud. Si tratta di un percorso graduale ma strutturato, pensato per garantire efficienza e sostenibilità nel lungo periodo.

Oltre agli aspetti economici, la riforma assume una forte valenza ambientale. Ridurre la quantità di rifiuti indifferenziati significa diminuire l’impatto sul territorio e migliorare la qualità del sistema di smaltimento. L’iniziativa si inserisce in una visione più ampia di modernizzazione dei servizi pubblici, orientata alla sostenibilità e alla responsabilizzazione dei cittadini.

Secondo i promotori del progetto, il cambiamento rappresenta una risposta concreta alle sfide ambientali contemporanee. L’obiettivo non è soltanto ottimizzare i costi, ma anche promuovere una cultura della raccolta differenziata più consapevole ed efficace.

Il passaggio alla tariffazione puntuale segna quindi una svolta significativa per Verona e il suo territorio. Il nuovo modello punta a premiare i comportamenti virtuosi e a rendere il sistema più giusto, superando definitivamente logiche considerate ormai superate.

Nei prossimi anni, l’estensione del progetto a tutti i comuni coinvolti sarà determinante per valutarne l’impatto complessivo. La direzione intrapresa, tuttavia, appare chiara: costruire un sistema in cui il costo del servizio sia direttamente proporzionale all’utilizzo, incentivando al tempo stesso pratiche sostenibili.

Redazione

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