Verona capitale del volontariato 2027: il progetto e gli obiettivi

La città scaligera ottiene il titolo nazionale grazie a una rete solida di associazioni e oltre 85mila volontari attivi

verona adige

Verona è stata scelta come Capitale italiana del volontariato per il 2027, un riconoscimento di rilievo nazionale assegnato nell’ambito del bando promosso da CSVnet insieme al Forum Terzo Settore, Caritas Italiana e in collaborazione con Anci. La candidatura veronese ha superato la concorrenza di altre importanti città come Napoli e Perugia, distinguendosi per la forza del proprio tessuto sociale e per la capacità di coinvolgere attivamente la comunità.

Alla base di questo risultato vi è una rete ampia e strutturata: nel territorio provinciale operano oltre 6.200 enti non profit, tra cui circa 500 organizzazioni di volontariato e quasi 950 associazioni di promozione sociale. Complessivamente, sono circa 85mila le persone impegnate in attività solidali, un dato che evidenzia la diffusione capillare del volontariato e il suo ruolo centrale nei settori culturale, sociale ed educativo.

Il titolo non rappresenta soltanto un riconoscimento simbolico, ma si configura come un’opportunità concreta per sviluppare nuove progettualità. L’iniziativa mira infatti a costruire un sistema integrato tra istituzioni, terzo settore, imprese e mondo della formazione, con l’obiettivo di rafforzare le collaborazioni e rendere più efficace l’azione solidale sul territorio.

Tra le finalità principali vi è quella di rendere più visibile il contributo del volontariato nella società contemporanea. I promotori del bando hanno sottolineato come le diverse candidature abbiano offerto uno spaccato significativo delle realtà locali, evidenziando la necessità di rafforzare le connessioni tra le varie esperienze e valorizzare le buone pratiche esistenti.

Il progetto veronese punta proprio su questa direzione. Secondo il presidente del Csv locale, Roberto Veronese, l’obiettivo sarà quello di mettere in rete le numerose adesioni e costruire sinergie durature, capaci di generare un impatto positivo anche oltre l’anno di celebrazione. L’idea è trasformare il riconoscimento in un percorso di crescita condivisa, piuttosto che in un evento isolato.

Anche le istituzioni locali sottolineano il valore strategico dell’iniziativa. Il sindaco Damiano Tommasi ha evidenziato come il titolo rappresenti non solo motivo di orgoglio, ma anche una responsabilità per la città. Il 2027 sarà un’occasione per dare visibilità al lavoro quotidiano di migliaia di volontari, che contribuiscono in modo concreto al benessere collettivo e alla coesione sociale.

Dal mondo ecclesiale arriva invece un invito a guardare al futuro, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Il coinvolgimento dei giovani e il rinnovamento delle forme di partecipazione sono considerati elementi fondamentali per mantenere viva e dinamica l’esperienza del volontariato in un contesto sociale in continua evoluzione.

Il riconoscimento ottenuto da Verona assume quindi un duplice significato: da un lato celebra una realtà già consolidata, dall’altro apre nuove prospettive. L’obiettivo è trasformare la città in un laboratorio di innovazione sociale, capace di sviluppare modelli replicabili e di stimolare una partecipazione sempre più ampia e consapevole.

Soddisfazione è stata espressa anche a livello nazionale. Il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, ha definito il titolo un premio a una comunità attiva e radicata, sottolineando l’importanza del contributo quotidiano di chi opera nel volontariato, rendendo concreta la solidarietà e l’impegno verso gli altri.

Redazione

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