Elezioni Veronesi: sfide aperte in dieci comuni tra divisioni e ritorni

Sono 29 i candidati sindaco per le amministrative di maggio: centrodestra diviso in diversi territori, oltre 440 aspiranti consiglieri

Elezioni

Con la chiusura ufficiale dei termini per la presentazione delle liste, si apre la corsa elettorale nei dieci Comuni veronesi chiamati al voto il 24 e 25 maggio. Saranno oltre 51mila i cittadini coinvolti, mentre sulla scheda compariranno 29 candidati sindaco sostenuti da 37 liste e 442 aspiranti consiglieri, tra cui 180 donne.

Il quadro politico si presenta articolato e segnato da fratture interne, soprattutto nell’area del centrodestra, che in molti casi si presenta diviso. Le tensioni risultano particolarmente evidenti nei Comuni di San Bonifacio e Colognola ai Colli, entrambi commissariati dopo la caduta delle rispettive amministrazioni.

A San Bonifacio si registra la competizione più affollata, con otto candidati sindaco, espressione di schieramenti frammentati. La Lega sostiene Roberto Turri, mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia convergono su Leonardo Frigo. Tra i protagonisti anche l’ex sindaco Fulvio Soave, che però non corre per la carica principale ma come consigliere. Presente inoltre Valeria Geremia tra i candidati alla guida del Comune.

Situazione complessa anche a Colognola ai Colli, dove l’ex sindaca Giovanna Piubello tenta il ritorno con una nuova lista, in contrapposizione al gruppo che aveva sostenuto la precedente amministrazione. A sfidarla anche Giovanni Migliorini, appoggiato da una parte della vecchia maggioranza e da esponenti dell’opposizione uscente.

Le divisioni nel centrodestra emergono anche in altri territori. A Vigasio il sindaco uscente Eddi Tosi si confronta con il suo ex vicesindaco Diego Campedelli, mentre ad Albaredo d’Adige si assiste a uno scontro tra il primo cittadino Giovanni Ruta e Marco Fuin. Dinamiche simili anche a Bonavigo, dove il sindaco Ermanno Gobbi sfida la sua ex assessora Romina Chiavelli.

In diversi Comuni si inseriscono candidati alternativi che puntano a sfruttare le divisioni degli schieramenti principali. La presenza di terzi candidati potrebbe incidere sugli equilibri finali, come nei casi di Vigasio, Albaredo, Bonavigo e Colognola.

Non mancano i ritorni sulla scena politica locale. A San Bonifacio si ricandida l’ex sindaco Giampaolo Provoli, mentre a Erbè torna Paolo Brazzarola, già primo cittadino per dieci anni. A Soave, invece, Gaetano Tebaldi tenta una nuova corsa dopo la precedente sconfitta di misura.

Tra i dati più significativi emerge la presenza femminile: sono otto le candidate sindaco, mentre tra i consiglieri le donne rappresentano circa il 40%. Tuttavia, persistono squilibri tra i diversi Comuni: Trevenzuolo registra una partecipazione femminile molto limitata, mentre a Vigasio alcune liste raggiungono una rappresentanza paritaria.

Caso particolare a Palù, dove è presente una sola candidata sindaco, Stefania Caloini, che dovrà superare il quorum di affluenza per essere eletta. Una situazione che rende determinante la partecipazione al voto.

Diversi amministratori uscenti puntano alla riconferma: tra questi Eddi Tosi a Vigasio, Giovanni Ruta ad Albaredo d’Adige ed Ermanno Gobbi a Bonavigo, quest’ultimo alla ricerca del quarto mandato. A Rivoli, invece, Giuliana Zocca tenta il secondo mandato sfidando un unico avversario.

Oltre alla tornata amministrativa, il mese di maggio vedrà anche un passaggio politico intermedio con l’elezione del Consiglio provinciale da parte degli amministratori locali. Un appuntamento che, pur non coinvolgendo direttamente i cittadini, rappresenta un banco di prova per le alleanze politiche, in particolare nel centrodestra.

Nel complesso, il voto amministrativo si presenta come un test significativo per gli equilibri politici locali. Le divisioni interne e la presenza di più candidati in diversi Comuni rendono l’esito incerto, aprendo scenari variabili in vista della definizione delle nuove amministrazioni.

Redazione

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