Verona si conferma la provincia più dinamica del Veneto per la spesa in beni durevoli, raggiungendo quota 1,41 miliardi di euro. È quanto emerge dall’Osservatorio Findomestic 2025, che fotografa un quadro regionale in lieve contrazione ma con alcune eccellenze territoriali. Nonostante un calo complessivo del 2,8%, il territorio veronese mantiene il primato regionale e si colloca tra le prime realtà italiane per capacità di consumo.
Il dato medio per famiglia si attesta a 3.449 euro annui, ben al di sopra della media nazionale di 2.895 euro. Un risultato che evidenzia una forte propensione alla spesa, pur in un contesto economico caratterizzato da incertezze e cambiamenti nelle abitudini di acquisto.
A livello regionale, il Veneto si posiziona al terzo posto in Italia per volume complessivo, con 7,16 miliardi di euro, ma registra una flessione del 2,9%. A incidere maggiormente sul rallentamento è il comparto della mobilità, che continua a mostrare segnali di difficoltà.
Nel dettaglio, il settore delle auto nuove rappresenta uno dei principali elementi di criticità. A Verona si registra un calo del 7,3%, per un totale di 308 milioni di euro, mentre i motoveicoli segnano una diminuzione del 7,4%. La contrazione riguarda soprattutto gli acquisti più impegnativi, segno di una maggiore prudenza da parte delle famiglie, che tendono a rinviare o ridimensionare le spese più onerose.
Diversa la situazione per il mercato dell’usato, che appare più stabile. Le auto di seconda mano registrano infatti una flessione minima dello 0,2%, indicando una preferenza crescente verso soluzioni economicamente più sostenibili. Questo orientamento riflette un cambiamento nei comportamenti di consumo, con maggiore attenzione al rapporto qualità-prezzo.
Anche il comparto tecnologico mostra segnali contrastanti. La telefonia registra un calo del 4,5%, in linea con il trend negativo regionale che vede il Veneto tra le aree più in difficoltà in questo segmento. Al contrario, il settore dell’Information Technology riesce a mantenersi stabile, con una lieve crescita dello 0,2%.
Tra i comparti più resilienti figura quello dell’arredamento. I mobili, storicamente rilevanti per l’economia locale, limitano le perdite allo 0,5%. Un dato che conferma la solidità di un settore radicato nel territorio, capace di resistere anche in fasi di rallentamento economico.
Il confronto con le altre province venete evidenzia un quadro eterogeneo. Verona e Padova condividono il vertice per volume complessivo di spesa, entrambe con 1,41 miliardi di euro. Altre realtà mostrano invece dinamiche più contenute, come Venezia, che registra la spesa media familiare più bassa della regione con 3.033 euro.
Situazioni differenti emergono anche nei comparti specifici: Vicenza e Treviso risultano particolarmente penalizzate nel segmento dei motoveicoli, con cali rispettivamente del 16,5% e del 22%. Al contrario, Rovigo e Belluno evidenziano una buona tenuta nel mercato delle auto usate, con performance superiori rispetto ai grandi centri.
Nel complesso, i dati delineano un Veneto “a due velocità”, in cui Verona si distingue come motore principale dei consumi, pur risentendo delle difficoltà che interessano alcuni settori chiave. La capacità di mantenere livelli di spesa elevati, nonostante il contesto in flessione, conferma il ruolo centrale della provincia nel panorama economico regionale.
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