Il Consiglio comunale di Verona ha dato il via libera alla delibera n. 13/2026, introducendo una revisione significativa del regolamento vigente. Il provvedimento, approvato con 22 voti favorevoli, 12 contrari e un’astensione, interviene su norme risalenti al 1997, con l’obiettivo di aggiornare il funzionamento dell’aula alle esigenze attuali.
Le modifiche hanno interessato diversi articoli, tra cui quelli relativi ai poteri del presidente, gestione degli emendamenti, composizione dei gruppi consiliari e modalità di votazione, con l’intento di rendere più fluido ed efficace il lavoro istituzionale.
Efficienza e innovazione al centro delle modifiche
Secondo quanto illustrato dal presidente del Consiglio comunale Stefano Vallani, l’intervento nasce dalla necessità di formalizzare prassi già consolidate e introdurre strumenti più adeguati al contesto contemporaneo. Tra le novità più rilevanti emerge l’integrazione delle sedute da remoto, diventate una componente strutturale dell’attività consiliare.
Il percorso di revisione è stato articolato e condiviso: si sono infatti svolte sette riunioni della Conferenza dei Capigruppo, durante le quali sono state analizzate e progressivamente definite le modifiche. Un lavoro collettivo che ha coinvolto tutte le forze politiche, contribuendo a delineare un testo finale che tiene conto di diverse esigenze operative.
Critiche e perplessità dalle opposizioni
Nonostante l’approvazione, il dibattito in aula ha evidenziato posizioni divergenti. Alcuni consiglieri hanno espresso dubbi sulle nuove disposizioni, in particolare riguardo alla gestione degli emendamenti e alle modalità di partecipazione a distanza.
È stato sottolineato come le sedute online, pur utili, possano ridurre il confronto diretto, mentre altre criticità riguardano il rischio di limitare il dibattito politico o favorire una frammentazione dei gruppi consiliari. Alcuni interventi hanno inoltre messo in evidenza possibili incoerenze tecniche nelle nuove norme.
Le posizioni nel voto finale
Durante le dichiarazioni di voto, sono emerse valutazioni differenti sul provvedimento. Alcuni consiglieri hanno espresso contrarietà , ritenendo che le modifiche possano incidere sull’equilibrio democratico e ridurre gli spazi dell’opposizione.
L’astensione è stata motivata con riserve sul timing dell’intervento, pur riconoscendo elementi di equilibrio nel testo. Il confronto politico ha quindi accompagnato tutto l’iter della delibera, evidenziando la rilevanza delle modifiche introdotte.
Minori stranieri e sostegno ai Comuni
Nel corso della stessa seduta è stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno relativo ai minori stranieri non accompagnati, che richiama la necessità di una copertura integrale dei costi di accoglienza da parte dello Stato.
Il documento evidenzia le difficoltà economiche affrontate dai Comuni, costretti spesso ad anticipare risorse proprie a causa dell’insufficienza dei fondi nazionali. Tra le richieste principali, il rafforzamento del sistema di accoglienza e integrazione (SAI) per garantire una gestione più sostenibile ed efficace.
Salario minimo e appalti pubblici
Via libera unanime anche alla mozione sulla tutela della retribuzione minima nei contratti pubblici, che punta a garantire condizioni eque per i lavoratori impiegati negli appalti comunali.
Il provvedimento prevede l’introduzione di una soglia minima di 11 euro l’ora, adeguata al costo della vita, e l’obbligo di applicare contratti collettivi rappresentativi. L’obiettivo è contrastare il dumping contrattuale e promuovere una concorrenza più equa tra imprese.
Altri temi: lavori pubblici e cittÃ
Nel corso delle comunicazioni sono emerse ulteriori questioni legate alla città , tra cui i ritardi nella realizzazione di opere pubbliche e alcune criticità urbane. È stato inoltre evidenziato il riconoscimento di Verona come capitale italiana del volontariato, con un ampio coinvolgimento del tessuto associativo.
Tra le segnalazioni, anche problematiche legate alla gestione dei rifiuti e al degrado urbano in alcune aree centrali, a conferma di un dibattito consiliare che resta ampio e articolato.
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