Un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Verona ha portato alla luce un fenomeno diffuso di abusivismo nel settore immobiliare tra i comuni di Legnago e Cerea. Le indagini hanno permesso di individuare complessivamente quindici soggetti che esercitavano l’attività di mediatore senza alcuna abilitazione, operando all’interno di cinque diverse agenzie del territorio.
L’ultimo caso emerso riguarda un collaboratore attivo presso un’agenzia della Bassa veronese, scoperto mentre svolgeva attività tipiche della mediazione immobiliare senza essere iscritto nella sezione dedicata del Registro delle imprese. La normativa vigente stabilisce infatti requisiti precisi per l’accesso alla professione, tra cui la partecipazione a corsi di formazione specifici e il superamento di un esame abilitante, condizioni risultate assenti in tutti i casi accertati.
L’attività investigativa non è isolata, ma si inserisce in un quadro più ampio monitorato negli ultimi due anni dalla Compagnia di Legnago. In precedenza, erano già state individuate quattro agenzie che impiegavano abusivamente quattordici collaboratori, anch’essi privi dei requisiti richiesti. Un sistema irregolare che, secondo gli inquirenti, incide negativamente sulla concorrenza e sulla trasparenza del mercato immobiliare.
Gli accertamenti hanno evidenziato come i soggetti coinvolti non si limitassero a mansioni marginali, ma gestissero direttamente le trattative. Tra le attività svolte figurano l’accompagnamento dei clienti durante le visite, la raccolta di proposte di acquisto e l’assistenza nella redazione dei contratti preliminari, operazioni che richiedono competenze e autorizzazioni specifiche.
Per ciascun mediatore abusivo è stata applicata una sanzione amministrativa che varia da 7.500 a 15.000 euro, con la possibilità di riduzione a 5.000 euro in caso di pagamento entro 60 giorni. Inoltre, in presenza di reiterazione, è prevista la denuncia all’Autorità Giudiziaria per esercizio abusivo della professione, come stabilito dall’articolo 348 del Codice Penale. Un quadro sanzionatorio che mira a contrastare con decisione il fenomeno e a scoraggiare comportamenti irregolari.
Non solo i singoli operatori, ma anche le agenzie coinvolte sono finite sotto la lente delle autorità . Nei loro confronti sono state inoltrate segnalazioni alla Camera di Commercio competente, con possibili conseguenze sul piano amministrativo. L’impiego di personale non abilitato rappresenta infatti una violazione che può compromettere la regolarità dell’attività imprenditoriale.
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il diritto alla provvigione. La legge stabilisce che solo i mediatori regolarmente iscritti e le agenzie abilitate possano richiedere il pagamento delle commissioni. La mancata iscrizione al Registro delle imprese può quindi comportare la perdita del diritto al compenso, con ripercussioni economiche significative sia per gli operatori sia per le strutture coinvolte.
Il fenomeno dell’abusivismo immobiliare continua dunque a rappresentare una criticità per il settore, richiedendo controlli costanti e un’attenta vigilanza. Le operazioni condotte nella Bassa veronese confermano l’impegno delle forze dell’ordine nel garantire il rispetto delle regole e la tutela dei consumatori, in un ambito particolarmente sensibile come quello delle compravendite immobiliari.
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