Verona compie un passo significativo verso la digitalizzazione dei musei con il lancio della nuova webapp dedicata al Museo di Castelvecchio, uno strumento pensato per migliorare l’esperienza dei visitatori e rendere più accessibile il patrimonio artistico cittadino.
Il progetto, promosso dal Comune di Verona – Direzione Musei Civici – in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona, si inserisce in un più ampio percorso di innovazione. L’obiettivo è integrare tecnologia e cultura per offrire una fruizione più coinvolgente e contemporanea, in linea con le esigenze di un pubblico sempre più digitale.
Una webapp tra realtà aumentata e accessibilità
La nuova applicazione consente ai visitatori di esplorare il museo attraverso QR code, contenuti multilingua e funzionalità di realtà aumentata, trasformando la visita in un’esperienza interattiva. Grazie a queste tecnologie, è possibile approfondire le opere e gli spazi espositivi secondo diversi livelli di lettura.
L’integrazione della realtà aumentata permette di attivare un vero e proprio “navigatore culturale”, capace di guidare il pubblico tra i capolavori del museo e l’allestimento firmato da Carlo Scarpa. L’esperienza risulta così più dinamica, inclusiva e adatta anche alle nuove generazioni.
Un progetto tra PNRR e innovazione sostenibile
L’iniziativa è stata sviluppata nell’ambito del progetto PNRR iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem. Questo programma mira a estendere la digitalizzazione ai settori strategici del territorio, tra cui turismo, cultura e agroalimentare.
In particolare, lo Spoke 7 – Smart agri-food ha promosso attività orientate alla sostenibilità e all’innovazione, mentre il percorso Citizen Engagement ha favorito l’integrazione tra patrimonio artistico, tecnologia e cultura alimentare, creando un dialogo tra tradizione e futuro.
Il ruolo della collaborazione tra istituzioni e imprese
Determinante per la realizzazione del progetto è stata la sinergia tra enti pubblici, università e imprese culturali. Capitale Cultura Group ha contribuito allo sviluppo tecnologico della webapp, curando l’architettura digitale e l’integrazione delle soluzioni interattive.
La collaborazione ha coinvolto esperti del settore culturale e accademico, garantendo un approccio multidisciplinare capace di unire competenze tecnologiche, artistiche e comunicative. Il risultato è uno strumento innovativo che valorizza il museo e ne amplia le modalità di fruizione.
Il documentario tra arte, cibo e sostenibilità
Accanto alla webapp, è stato presentato anche il video-documentario “Rosso come il vino, bianco come il pane”, disponibile online. Il progetto propone un viaggio tra le collezioni civiche veronesi, esplorando il tema del cibo e del vino nell’arte.
Il racconto mette in relazione il patrimonio storico con le sfide contemporanee, come la sostenibilità alimentare e l’identità territoriale. Attraverso immagini e narrazione, il documentario amplia l’offerta culturale digitale, rendendola accessibile a un pubblico più ampio.
Cultura partecipata e nuovi percorsi educativi
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di coinvolgimento della cittadinanza. Incontri, convegni e laboratori dedicati ai temi della sostenibilità alimentare hanno accompagnato lo sviluppo delle iniziative, coinvolgendo esperti, docenti e operatori culturali.
Queste attività rafforzano il ruolo dei musei come luoghi di confronto e apprendimento. La digitalizzazione diventa così uno strumento per favorire partecipazione, inclusione e consapevolezza, ampliando il valore sociale della cultura.
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