Nel corso della terza giornata della 58esima edizione di Vinitaly, in svolgimento a Verona, è stato ribadito il ruolo centrale del comparto vitivinicolo nell’economia italiana. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la manifestazione veronese “la più straordinaria vetrina del Made in Italy”, sottolineando come il settore generi un fatturato annuo pari a 14 miliardi di euro e rappresenti un pilastro strategico per il sistema produttivo nazionale.
Durante l’intervento, è stato evidenziato il contesto internazionale complesso in cui operano le aziende agricole, caratterizzato da instabilità geopolitiche e aumento dei costi. In questo scenario, l’esecutivo ha confermato un pacchetto di misure pensate per sostenere concretamente i produttori, con l’obiettivo di tutelare la competitività del comparto e garantire continuità alle attività.
Tra gli strumenti già attivati figura la riduzione delle accise sul carburante agricolo. È stata infatti confermata la diminuzione di 25 centesimi sul gasolio, misura che punta ad alleggerire i costi operativi delle imprese. A questa si affianca il credito d’imposta esteso anche al settore agricolo, che consente di compensare gli aumenti legati all’energia, offrendo un sostegno diretto alle aziende più esposte alle fluttuazioni dei prezzi.
Un ulteriore intervento riguarda il contenimento dei rincari: è stato introdotto il divieto di aumentare il prezzo del gasolio agricolo, con l’intento di preservare i margini economici delle imprese vitivinicole e agricole in generale. Si tratta di azioni mirate a garantire stabilità in una fase economica particolarmente delicata.
Nel suo intervento, Meloni ha inoltre posto l’attenzione sulle dinamiche geopolitiche globali, evidenziando come queste possano influenzare direttamente il settore primario. Tra le principali preoccupazioni è stato citato lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il transito di risorse fondamentali come carburanti e fertilizzanti. La sua eventuale instabilità, è stato sottolineato, potrebbe avere ripercussioni rilevanti sull’intera filiera produttiva, incluso il comparto vinicolo.
La partecipazione del presidente del Consiglio alla manifestazione è avvenuta alla presenza dei vertici di Veronafiere, di rappresentanti istituzionali e di membri del Governo, tra cui i ministri competenti. In questo contesto, è stato lanciato un messaggio improntato alla fiducia e alla resilienza del settore.
Il mondo del vino è stato descritto come consapevole della propria forza e della qualità dei prodotti italiani, elementi che continuano a rappresentare un punto di riferimento sui mercati internazionali. Allo stesso tempo, è stata ribadita la volontà del Governo di affiancare le imprese con tutti gli strumenti disponibili, per affrontare le sfide presenti e future.
L’edizione 2026 di Vinitaly si conferma così non solo come evento espositivo di rilievo internazionale, ma anche come momento di confronto sulle politiche economiche e agricole. La manifestazione rappresenta un’occasione strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, in un settore che continua a essere uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy nel mondo.
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