È scattata all’alba del 14 aprile una vasta operazione antidroga che ha coinvolto anche il territorio veronese, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Trento. L’intervento, denominato “Daku”, ha portato all’esecuzione di 28 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti parte di un’organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti.
L’attività investigativa si è concentrata principalmente nella provincia di Bolzano, ma ha esteso i suoi effetti anche ad altre aree del territorio nazionale. Tra le città coinvolte figura anche Verona, dove le forze dell’ordine hanno preso parte alle operazioni, insieme ad altre squadre mobili e unità specializzate.
Il dispositivo messo in campo è stato ampio e articolato. Le operazioni sono state condotte dagli agenti della Squadra Mobile di Bolzano con il supporto dei colleghi provenienti da diverse città, tra cui Belluno, Trento, Venezia, Vicenza e Verona. A questi si sono aggiunti gli uomini delle S.I.S.C.O. e del Servizio Centrale Operativo, oltre ai Reparti Prevenzione Crimine e alle unità cinofile provenienti da varie regioni. Un coordinamento su larga scala che ha consentito di colpire in modo capillare la rete criminale.
Secondo quanto emerso, gli indagati sarebbero in prevalenza di nazionalità albanese e avrebbero fatto parte di un’associazione a delinquere strutturata e organizzata, finalizzata allo spaccio di droga. L’indagine ha permesso di delineare i contorni dell’organizzazione e di raccogliere elementi utili per l’emissione dei provvedimenti cautelari.
Le misure disposte dall’autorità giudiziaria prevedono diversi livelli di restrizione. Dieci persone sono state condotte in carcere, otto sono state poste agli arresti domiciliari e altre dieci hanno ricevuto l’obbligo di dimora, a conferma della differente gravità delle posizioni contestate.
Oltre al Trentino-Alto Adige e al Veneto, l’operazione ha interessato numerose altre province italiane. Tra queste figurano Barletta-Andria-Trani, Brescia, Monza Brianza, Pordenone e Sondrio, segno di una rete di attività illecite estesa su più territori. La diffusione geografica dell’organizzazione evidenzia la capacità del gruppo di operare su scala interregionale, sfruttando collegamenti e canali di distribuzione consolidati.
L’intervento rappresenta un ulteriore passo nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti, con l’obiettivo di smantellare reti criminali radicate e strutturate. Le indagini proseguono per chiarire ulteriori aspetti dell’organizzazione e verificare eventuali ulteriori responsabilità.
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