Verona torna a essere il fulcro mondiale del settore vitivinicolo con l’apertura della 58esima edizione di Vinitaly, in programma fino al 15 aprile. Oltre 4mila aziende provenienti da tutte le regioni italiane partecipano alla manifestazione, che si conferma come uno degli appuntamenti più rilevanti per il business del vino a livello globale. Il quartiere fieristico di Veronafiere si presenta al completo, con un calendario che supera i 100 eventi tra degustazioni, incontri e nuovi format pensati per favorire il dialogo tra imprese e mercati.
L’inaugurazione ufficiale è fissata per domenica 12 aprile alle ore 11 presso l’auditorium Verdi del Palaexpo. La presenza istituzionale è particolarmente ampia, con rappresentanti di primo piano del governo e delle istituzioni. Tra questi Lorenzo Fontana, Antonio Tajani, Matteo Zoppas, Alberto Stefani, Flavio Massimo Pasini e Damiano Tommasi. L’apertura sarà seguita da un confronto dedicato ai nuovi scenari del settore, intitolato “Le geografie del vino, antiche vie e nuove rotte”, che vedrà la partecipazione di esponenti del mondo imprenditoriale e politico, tra cui ministri e rappresentanti europei.
Uno dei punti centrali dell’edizione 2026 riguarda il rafforzamento della dimensione internazionale della fiera, sostenuto da un articolato programma di incoming sviluppato in collaborazione con ITA-Italian Trade Agency. Sono stati coinvolti operatori provenienti da circa 130 Paesi, con oltre 1.000 top buyer selezionati e invitati a Verona. Questo dato conferma l’attrattività globale della manifestazione, nonostante un contesto economico e geopolitico complesso.
Il Nord America mantiene un ruolo dominante nella domanda estera, con circa 200 operatori tra Stati Uniti e Canada, inclusi i rappresentanti dei principali monopoli del settore. Cresce anche il peso dei mercati asiatici, guidati dalla Cina, insieme a Paesi emergenti come India, Vietnam e Thailandia. L’area latinoamericana mostra segnali di dinamismo, in particolare grazie a Brasile e Messico, mentre il continente africano amplia la propria partecipazione coinvolgendo dieci nazioni.
In Europa si conferma la solidità dei mercati tradizionali, con Germania e Paesi nordici in prima linea, mentre si registra un aumento dell’interesse da parte dell’Est Europa. Parallelamente, numerosi operatori internazionali partecipano alla manifestazione in autonomia, con gli Stati Uniti ancora una volta primo Paese di provenienza, seguiti da Germania, Svizzera e Regno Unito.
Durante l’evento inaugurale sono previsti anche momenti celebrativi, tra cui la consegna dei Premi Vinitaly 2026. Riconoscimenti di prestigio verranno assegnati a figure e realtà che hanno contribuito allo sviluppo del settore, come Lamberto Frescobaldi e Antonio Stopper, oltre al premio alla carriera per Attilio Scienza. Premi speciali sono destinati anche a Valdo Spumanti e al Consorzio del Bardolino per il traguardo dei cento anni di attività.
Le opere consegnate ai vincitori sono realizzate in vetro artistico di Murano dalla storica realtà Venini, con tecniche tradizionali e colorazioni esclusive. Tra i riconoscimenti spicca anche quello per il miglior format di ristorazione, attribuito alla Gucci Osteria da Massimo Bottura.
Nel contesto attuale, segnato da tensioni commerciali e nuove barriere, emerge anche il tema dell’export. Verona si conferma prima provincia italiana per esportazione di vino, pur risentendo delle politiche protezionistiche internazionali, come i dazi imposti dagli Stati Uniti. Questo elemento evidenzia le sfide che il settore dovrà affrontare nei prossimi anni.
Vinitaly 2026 si presenta dunque come una piattaforma strategica per consolidare relazioni commerciali, esplorare nuovi mercati e valorizzare il patrimonio enologico italiano, mantenendo al centro innovazione, tradizione e competitività globale.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.