Endometriosi: a Legnago mille donne curate ogni anno

L’ospedale Mater Salutis punto di riferimento per diagnosi e trattamenti, tra chirurgia mini-invasiva e percorsi personalizzati

L’endometriosi continua a rappresentare una delle patologie ginecologiche più diffuse e complesse, con un impatto significativo sulla salute femminile. Si stima che colpisca tra il 10% e il 15% delle donne in età riproduttiva, ma i dati reali potrebbero essere ancora più elevati a causa dei frequenti ritardi nella diagnosi. In questo contesto, il territorio veronese si distingue per un’attività sanitaria strutturata e in crescita, con l’ospedale “Mater Salutis” di Legnago in prima linea nella presa in carico delle pazienti.

Proprio nella struttura legnaghese, sono circa mille le donne seguite ogni anno per questa patologia, un numero che evidenzia la rilevanza del fenomeno a livello locale. Tuttavia, secondo gli specialisti, si tratta probabilmente di una sottostima, legata alle difficoltà nell’individuare tempestivamente la malattia, spesso caratterizzata da sintomi che possono essere confusi o sottovalutati.

L’endometriosi è una condizione cronica che può manifestarsi con dolore pelvico persistente, disturbi nelle attività quotidiane e complicazioni legate alla fertilità. Per questo motivo, uno degli obiettivi principali della sanità è ridurre il tempo necessario per arrivare a una diagnosi corretta e offrire percorsi terapeutici efficaci e mirati.

In questo scenario, l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia del Mater Salutis si è affermata come centro di riferimento, grazie a un approccio multidisciplinare che coinvolge diverse figure professionali. Ginecologi, chirurghi generali, urologi e specialisti in tecniche avanzate collaborano per garantire una gestione completa della patologia, adattata alle esigenze specifiche di ogni paziente.

Un elemento chiave è rappresentato dall’innovazione chirurgica. Ogni anno vengono effettuati circa 200 interventi con tecniche mini-invasive, come la laparoscopia, che permettono una riduzione dei tempi di degenza e un recupero più rapido. Questo approccio contribuisce a migliorare sensibilmente la qualità della vita delle pazienti, riducendo l’impatto fisico e psicologico della malattia.

Negli ultimi anni, l’attività ambulatoriale ha registrato un incremento significativo. Sempre più donne si rivolgono alla struttura per diagnosi, monitoraggio e trattamenti continuativi, beneficiando di percorsi di cura strutturati e costantemente aggiornati. La presa in carico non si limita all’aspetto clinico, ma si estende anche al supporto complessivo della persona.

I programmi terapeutici includono infatti esami diagnostici avanzati, trattamenti farmacologici e chirurgici, supporto nutrizionale e psicologico, oltre a percorsi riabilitativi dedicati al pavimento pelvico. Questo modello integrato consente di affrontare la patologia in modo globale, tenendo conto delle diverse implicazioni sulla salute e sul benessere della paziente.

La giornata del 28 marzo, dedicata alla sensibilizzazione sull’endometriosi, rappresenta un momento importante per informare e coinvolgere la popolazione. Iniziative come incontri nelle scuole, convegni e attività promosse da associazioni e istituzioni contribuiscono a diffondere la conoscenza della malattia, favorendo una maggiore consapevolezza soprattutto tra i più giovani.

L’impegno del sistema sanitario e delle realtà territoriali si concentra quindi su più fronti: prevenzione, diagnosi precoce e accesso equo alle cure. Ridurre i tempi di individuazione della patologia resta una priorità, così come garantire percorsi terapeutici personalizzati ed efficaci.

L’esperienza dell’ospedale di Legnago dimostra come un’organizzazione strutturata e multidisciplinare possa fare la differenza nella gestione di una patologia complessa. Il rafforzamento della rete di assistenza e la collaborazione tra specialisti rappresentano strumenti fondamentali per migliorare la qualità delle cure e rispondere in modo sempre più adeguato ai bisogni delle pazienti.

Redazione

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