Vinitaly 2026: Verona accoglie il mondo del vino

Oltre 130 Paesi attesi e nuove aree dedicate a No-Lo, distillati ed enoturismo

Vinitaly

Vinitaly si prepara a tornare a Verona con la sua 58ª edizione, in programma dal 12 al 15 aprile 2026, confermandosi come uno degli eventi di riferimento a livello internazionale per il settore vitivinicolo. La manifestazione riunirà circa 4mila aziende italiane, consolidando il proprio ruolo di piattaforma strategica per il business e la promozione del Made in Italy enologico.

L’edizione 2026 si distingue per un forte orientamento all’internazionalizzazione. Sono attesi operatori e buyer provenienti da oltre 130 Paesi, con un programma di incoming mirato che coinvolge più di mille top buyer selezionati. Tra le aree più dinamiche spiccano il Nord America, con Stati Uniti e Canada in evidenza, e i mercati asiatici, dove cresce l’interesse da parte di Paesi come Cina, India e Giappone. In aumento anche la partecipazione da Sud America e Africa, mentre in Europa restano centrali Germania e Paesi del Nord.

Il salone punta a intercettare le nuove tendenze del mercato attraverso un’offerta espositiva rinnovata. Tra le principali novità emerge lo spazio dedicato ai prodotti No-Lo (no e low alcol), con un’area specifica che propone degustazioni, approfondimenti e incontri su un segmento in forte espansione. Parallelamente, si rafforza anche l’attenzione verso il mondo dei distillati grazie a un’area dedicata alla mixology, pensata per favorire il dialogo tra diverse filiere del beverage.

Sempre più centrale il ruolo dell’enoturismo, che trova ulteriore sviluppo all’interno della manifestazione. Vinitaly Tourism amplia il proprio programma con incontri b2b e format esperienziali, coinvolgendo operatori specializzati e tour operator internazionali. L’obiettivo è valorizzare i territori e le cantine, integrando l’offerta turistica con quella produttiva.

Accanto agli spazi espositivi, il calendario prevede oltre 100 eventi tra degustazioni, convegni e focus tematici, confermando un’offerta articolata capace di rispondere alle esigenze di operatori e professionisti. Non manca un’attenzione particolare anche alla ristorazione, con la presenza di chef affermati e nuove promesse della cucina internazionale, in un contesto che celebra la tradizione gastronomica italiana.

L’innovazione rappresenta un altro pilastro dell’edizione 2026. Vengono potenziati gli strumenti digitali e le piattaforme di networking, tra cui un sistema dedicato all’incontro tra domanda e offerta e nuove soluzioni basate sull’intelligenza artificiale per facilitare le connessioni tra aziende e buyer.

Il programma si arricchisce inoltre con eventi collaterali che coinvolgono la città e il pubblico più ampio. Dall’anteprima OperaWine al fuori salone “Vinitaly and the City”, l’iniziativa rafforza il legame tra fiera, territorio e consumatori, creando un’esperienza che va oltre il business.

Vinitaly 2026 si conferma così un hub globale per il vino italiano, capace di evolversi in linea con i cambiamenti del mercato e di sostenere la competitività delle imprese, valorizzando al contempo l’identità culturale e produttiva del settore.

Redazione

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