Si avvicina una tappa decisiva nel percorso che potrebbe portare all’unificazione amministrativa della frazione di Rizza sotto un unico Comune. È fissata infatti al 27 marzo, entro le ore 12, la scadenza per la presentazione di osservazioni e opposizioni da parte dei cittadini di Villafranca, coinvolti nel procedimento avviato dall’amministrazione locale.
L’iniziativa nasce dopo il voto favorevole del consiglio comunale villafranchese, che ha dato il via all’iter legislativo per chiedere alla Regione Veneto l’indizione di un referendum. L’obiettivo è quello di riunire i circa 2.400 residenti della frazione, attualmente divisa tra Villafranca, Verona e Castel d’Azzano, sotto un’unica amministrazione comunale.
A promuovere la consultazione pubblica è stato il sindaco di Villafranca, Roberto Dall’Oca, in conformità con quanto previsto dalla normativa sulle variazioni delle circoscrizioni comunali. Il processo prevede il coinvolgimento diretto dei cittadini, chiamati a esprimere eventuali osservazioni prima del passaggio successivo in Regione.
La documentazione relativa all’iter è stata resa disponibile sul sito istituzionale del Comune. I cittadini possono presentare i propri contributi consegnandoli direttamente all’ufficio protocollo oppure inviandoli tramite posta elettronica certificata o email ordinaria. Si tratta di un passaggio fondamentale, che consente alla popolazione di intervenire attivamente in una scelta destinata a incidere sull’assetto amministrativo del territorio.
Attualmente, la popolazione di Rizza è distribuita tra tre Comuni: 1.189 residenti fanno capo a Villafranca, 792 a Castel d’Azzano e 415 a Verona. Questa suddivisione si riflette anche nella gestione dei servizi, che risultano frammentati. Le scuole elementari, ad esempio, si trovano nel territorio villafranchese, mentre la scuola materna paritaria è situata a Verona, evidenziando una gestione non uniforme delle strutture educative.
Il progetto di unificazione ha trovato la convergenza tra le amministrazioni di Villafranca e Verona, con il sindaco scaligero Damiano Tommasi indicato come “presentatore ufficiale” dell’istanza presso la Regione Veneto. Diversa, invece, la posizione di Castel d’Azzano, che ha espresso contrarietà già nei mesi scorsi, contestando le modalità con cui è stato organizzato il pre-referendum del febbraio 2023.
Dal Comune di Castel d’Azzano arriva una presa di posizione netta anche sui dati della consultazione precedente. Il vicesindaco Antonio Panuccio ha sottolineato come, secondo i numeri raccolti, una parte significativa dei cittadini preferirebbe rimanere sotto Castel d’Azzano piuttosto che confluire in un altro Comune. Una posizione che l’amministrazione ha dichiarato di voler sostenere in ogni sede istituzionale.
Inoltre, viene smentita l’esistenza di un precedente accordo, risalente al 2021, che avrebbe coinvolto anche Verona nella gestione della questione dei confini. Secondo Castel d’Azzano, si tratterebbe invece di un’iniziativa portata avanti principalmente da Villafranca e dal capoluogo scaligero.
Il percorso verso l’unificazione resta quindi complesso e caratterizzato da posizioni differenti tra le amministrazioni coinvolte. La fase delle osservazioni rappresenta ora un momento chiave per raccogliere il parere dei cittadini, prima che la proposta venga eventualmente sottoposta al referendum regionale.
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