La città di Verona ha ricordato uno degli episodi più tragici legati alla storia della Polizia di Stato nel territorio. Il 14 marzo è stato celebrato il 34esimo anniversario della morte degli assistenti della Polizia di Stato Ulderico Biondani e Vincenzo Bencivenga, caduti durante un intervento di servizio nel 1992 a Sommacampagna.
La commemorazione si è svolta nella mattinata del 15 marzo presso la Questura di Verona. Durante la cerimonia è stata deposta una composizione floreale davanti alla lapide dedicata ai Caduti nell’adempimento del dovere, in memoria dei due agenti che persero la vita mentre svolgevano il proprio lavoro.
Alla cerimonia hanno preso parte diverse autorità civili e istituzionali. Erano presenti il prefetto di Verona Demetrio Martino, il questore Rosaria Amato, i familiari degli agenti scomparsi e il cappellano provinciale della Polizia di Stato don Nicola Bonomi, che ha accompagnato il momento commemorativo con una benedizione e una preghiera in ricordo dei due poliziotti.
Il sacrificio di Biondani e Bencivenga risale al 14 marzo 1992, quando i due assistenti erano impegnati in un’attività operativa sul territorio. In quella giornata stavano svolgendo un servizio di appostamento dopo aver individuato la presenza di un uomo che era evaso dagli arresti domiciliari e che si trovava all’interno di uno stabile.
Nel corso dell’operazione, il malvivente aprì il fuoco contro i due poliziotti. Gli agenti vennero colpiti da diversi proiettili mentre cercavano di fermare l’uomo, ma prima di essere feriti mortalmente riuscirono a reagire utilizzando l’arma di ordinanza. Nel conflitto a fuoco riuscirono a colpire l’aggressore, che rimase ucciso.
L’episodio segnò profondamente la comunità e le forze dell’ordine della provincia veronese. Il ricordo dei due agenti rimane ancora oggi un simbolo del senso del dovere e del sacrificio dimostrato da chi opera quotidianamente per garantire la sicurezza dei cittadini.
Ogni anno la Polizia di Stato dedica un momento di raccoglimento alla memoria di Biondani e Bencivenga, rinnovando l’impegno a mantenere vivo il ricordo di coloro che hanno perso la vita durante il servizio. La lapide presente in Questura rappresenta infatti un luogo simbolico in cui vengono ricordati gli appartenenti alle forze di polizia che hanno sacrificato la propria vita nell’adempimento del dovere.
La commemorazione di quest’anno ha voluto sottolineare ancora una volta il valore della memoria e del riconoscimento istituzionale verso chi ha servito lo Stato fino all’estremo sacrificio. Il tributo reso dalle autorità e dai familiari rappresenta un gesto di rispetto e gratitudine nei confronti dei due assistenti, la cui storia continua a essere ricordata dalla comunità veronese.
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