Confiscati sette immobili a imprenditore veronese per evasione fiscale

La Guardia di Finanza di Padova esegue il provvedimento dopo la condanna definitiva: beni per circa un milione di euro sottratti a un imprenditore del settore abbigliamento

Guardia di finanza

Sette immobili per un valore complessivo di circa un milione di euro sono stati confiscati dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’operazione legata a un caso di evasione fiscale che ha coinvolto un imprenditore veronese. Il provvedimento è stato eseguito dai militari del Comando provinciale di Padova, in seguito a una sentenza definitiva emessa dalla Corte d’Appello di Venezia, che ha condannato l’uomo a due anni e sei mesi di reclusione.

Il destinatario della misura è un imprenditore sessantenne originario di Bussolengo, attualmente residente in Svizzera, ritenuto responsabile di gravi violazioni fiscali legate alla gestione di una società operante nel settore del commercio di abbigliamento con sede a Carmignano di Brenta, in provincia di Padova.

Le indagini che hanno portato alla confisca sono state condotte dai finanzieri della Compagnia di Cittadella e hanno preso avvio da una verifica fiscale effettuata nei confronti della società. Gli accertamenti hanno evidenziato gravi irregolarità negli adempimenti tributari, con un’evasione d’imposta che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe superato i tre milioni di euro.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’imprenditore avrebbe amministrato di fatto l’azienda, pur non risultando formalmente alla guida della società. Questa modalità di gestione avrebbe consentito di eludere parte degli obblighi fiscali e amministrativi, generando un consistente danno per l’erario.

L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Padova, che ha disposto nel corso degli anni diverse misure cautelari patrimoniali per garantire il recupero delle somme sottratte al fisco. Già nel 2015, su disposizione dell’autorità giudiziaria, la Guardia di Finanza aveva eseguito un sequestro preventivo di beni per un valore di circa 2,5 milioni di euro.

Tra i beni sequestrati figuravano due automobili e sette immobili situati in provincia di Verona, riconducibili all’imprenditore. Alcuni di questi immobili risultavano formalmente intestati a familiari, tra cui il coniuge e la madre, ma secondo gli investigatori erano comunque nella disponibilità dell’uomo.

Tra le proprietà coinvolte nell’operazione spiccavano una villa in costruzione con annessi campi da tennis nel comune di Bardolino e un immobile di pregio nel comune di Sona, entrambi considerati beni di valore rilevante.

La confisca eseguita nei giorni scorsi rappresenta la fase conclusiva del procedimento giudiziario. Il provvedimento è stato disposto a seguito della sentenza definitiva di condanna del 6 dicembre 2023, che ha confermato la responsabilità dell’imprenditore per evasione fiscale.

Nel dispositivo della sentenza è stata prevista anche una riduzione dell’importo complessivo della confisca, dovuta alla prescrizione relativa a due annualità d’imposta. Nonostante ciò, l’autorità giudiziaria ha comunque confermato la confisca dei beni individuati nel corso delle indagini.

L’esecuzione della misura è avvenuta su delega della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Venezia, con la contestuale comunicazione all’Agenzia del Demanio, che ora avrà il compito di gestire i beni confiscati.

L’operazione, sottolineano le autorità, rappresenta un esempio concreto dell’attività svolta dalla Guardia di Finanza nel contrasto ai reati fiscali. Il recupero dei patrimoni accumulati attraverso l’evasione fiscale è considerato uno strumento fondamentale per tutelare le entrate pubbliche e garantire condizioni di concorrenza leale tra le imprese.

Secondo quanto evidenziato dagli investigatori, interventi di questo tipo contribuiscono a proteggere il tessuto imprenditoriale onesto, contrastando comportamenti che alterano il mercato e producono danni rilevanti per il bilancio dello Stato.

Redazione

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