Entra nella fase operativa “Come il vento che corre la terra. Mappe per una comunità educante a sostegno di saperi, competenze e autonomie delle bambine e dei bambini”, il progetto coordinato dal Comune di Verona grazie al sostegno di Fondazione Cariverona (Bando Direzione Giovani 2024).
Al centro delle prime azioni c’è la scuola, con percorsi di formazione rivolti al corpo docente e attività sperimentali che coinvolgono direttamente alunni e famiglie. Il filo conduttore è il concetto di cura e di comunità educante, elementi chiave dell’intero progetto.
Formazione docenti: educazione etica e affettiva
Il percorso “Una scuola capace di far fiorire i talenti”, curato dal Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona, ha già avviato i primi incontri a gennaio.
Educazione etica ed affettiva rappresentano le parole strategiche attorno a cui si sviluppa la proposta formativa. L’obiettivo è fornire agli insegnanti strumenti e strategie per promuovere riflessione, consapevolezza e accompagnamento educativo.
Come sottolineano i docenti del team, tra cui Marco Ubbiali e Federica Valbusa, la scuola deve prestare attenzione alle dimensioni cognitiva, etica, affettiva, corporea, estetica e spirituale. Il percorso si concluderà con laboratori di co-progettazione che permetteranno ai docenti di integrare le competenze acquisite nelle proprie classi.
Teatro e arte: Antigone per accompagnare la crescita
Accanto alla formazione dei docenti, è stato avviato il percorso sperimentale teatrale “Qualcosa di molto piccolo che contiene una cosa molto grande”, curato dall’attrice veronese Rosanna Sfragara, con la collaborazione di Francesca Ravagnani e Il Giardino dei Linguaggi.
Il progetto coinvolge la classe IV A della scuola Ippolito Nievo di Verona, accompagnando bambine e bambini nel passaggio verso la scuola secondaria. Il lavoro prende avvio da “Parole e sassi, la storia di Antigone per le nuove generazioni”, del Collettivo Progetto Antigone.
Attraverso la figura di Antigone, definita da Sofocle autònomos, si indagheranno temi legati all’identità, alla responsabilità e alla costruzione del sé. Il percorso punta a creare connessioni tra scuola, famiglia e città, promuovendo un dialogo intergenerazionale.
Contrastare disuguaglianze e dispersione scolastica
Il progetto nasce da un’analisi del contesto locale: a Verona sono oltre 12.200 i bambini e le bambine tra i 6 e gli 11 anni, con una presenza significativa di minori senza cittadinanza italiana (23,3%).
Preoccupano i dati sulla dispersione scolastica, in aumento in diversi quartieri cittadini, tra cui Borgo Roma, Borgo Venezia, San Michele, Borgo Nuovo, Santa Lucia e Golosine. Tra le cause emergono disagio socio-familiare, difficoltà economiche (26% dei casi nel 2024) e problematiche relazionali.
Il progetto mira a intervenire proprio su questi fattori, rafforzando il raccordo tra scuola, enti, famiglie e territorio.
Tre aree di intervento
Le azioni si sviluppano su due annualità e si articolano in tre ambiti principali:
1. Potenziamento della scuola
Formazione specifica per insegnanti e co-progettazione di laboratori, anche in ambito STEAM, con attenzione alla filosofia della cura.
2. Pratiche e relazioni
Laboratori teatrali, artistici ed espressivi, incontri su stereotipi di genere, percorsi su corpo e relazioni in Biblioteca Civica e iniziative dedicate a genitori e figli.
3. Comunità educante
Eventi pubblici, conferenze, spettacoli e una mostra itinerante per condividere risultati e buone pratiche.
Una rete di partner per il cambiamento
Il progetto coinvolge numerosi partner: Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona, Il Giardino dei Linguaggi, Il Melograno, CSE, Terra dei Popoli, in collaborazione con Collettivo Progetto Antigone, Rete Disegnare il Futuro e BamBam Teatro.
L’assessora alle Politiche educative Elisa La Paglia sottolinea l’importanza dell’iniziativa: l’obiettivo è formare giovani capaci di responsabilità, consapevolezza e autonomia, superando disuguaglianze e stereotipi fin dai primi anni di scuola.
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