Rapina nel sottopasso, fuga in monopattino e agente ferito

Arrestato un 39enne dopo l’inseguimento in Borgo Venezia: è ai domiciliari per rapina impropria, resistenza e lesioni

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Serata movimentata lunedì 9 febbraio a Verona, dove una rapina si è conclusa con un inseguimento su monopattino, un agente ferito e l’arresto di un uomo di 39 anni. L’episodio è avvenuto intorno alle 22.20 nel sottopasso di via Barana, nel quartiere di Borgo Venezia.

Secondo quanto riferito dalla questura, l’uomo, originario del Marocco, avrebbe avvicinato una donna per poi strapparle il cellulare, minacciandola e aggredendola. La vittima, sotto choc, ha fornito agli agenti intervenuti una descrizione del responsabile, consentendo l’immediato avvio delle ricerche.

Il sospettato si sarebbe dato alla fuga a bordo di un monopattino, tentando di far perdere le proprie tracce nelle vie della zona. Alla vista delle pattuglie avrebbe accelerato, ignorando l’alt intimato dagli agenti e proseguendo la corsa in modo pericoloso.

Durante l’inseguimento, il trentanovenne avrebbe percorso alcuni tratti contromano, mettendo a rischio pedoni e automobilisti. Non solo: nel tentativo di sottrarsi al controllo, avrebbe anche urtato l’auto di servizio della polizia prima di essere definitivamente bloccato.

Una volta fermato, l’uomo avrebbe continuato a opporre resistenza in maniera violenta. Nel corso delle fasi dell’arresto un agente è rimasto ferito, tanto da dover ricorrere alle cure dell’ospedale di Borgo Trento, dove gli sono stati refertati 15 giorni di prognosi.

Dalla perquisizione personale sarebbe emerso il possesso del cellulare sottratto poco prima alla donna, elemento che ha rafforzato il quadro accusatorio nei suoi confronti.

Il 39enne, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a reati contro la pubblica amministrazione, la persona e in materia di stupefacenti, è stato arrestato con le accuse di rapina impropria, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre che per danneggiamento aggravato.

Dopo essere stato trattenuto negli uffici di Lungadige Galtarossa in attesa del rito direttissimo, il giudice ha disposto per lui gli arresti domiciliari. Resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria la ricostruzione completa dei fatti e le eventuali responsabilità penali.

Redazione

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