Non sarà soltanto l’Arena il cuore scenografico della Cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali. L’evento del 22 febbraio trasformerà l’intero centro di Verona in un palcoscenico diffuso, abbracciando piazza Bra e il Teatro Filarmonico in un progetto artistico che punta a unire tradizione e contemporaneità sotto i riflettori internazionali.
Con l’avvicinarsi della data, emergono nuovi dettagli sull’impianto creativo della serata, firmata da Filmmaster, agenzia italiana tra le più premiate ai Best Event Awards e tra le poche realtà al mondo accreditate per l’ideazione e la produzione di cerimonie olimpiche. Alla stessa firma è affidata anche la Cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici del 6 marzo.
Il tema scelto per la chiusura è “Beauty in Action”, un omaggio alla bellezza in movimento, declinata nello sport, nell’arte, nelle relazioni e nei luoghi simbolo che hanno fatto da cornice ai Giochi. L’ispirazione dichiarata è quella di una fusione tra lirica, musica, danza, cinema, design e tecnologia, in un racconto che intreccia classicismo e contemporaneità, cifra distintiva del patrimonio culturale italiano.
La scenografia, secondo le anticipazioni ufficiali, si ispirerà alla forma di una goccia d’acqua, simbolo di un ciclo naturale in continua trasformazione. Un’immagine che richiama l’unione tra montagna, pianura, città, laguna, mare e cielo, evocando l’idea di un movimento costante che attraversa territori e comunità.
Protagonisti della serata saranno il coro e l’orchestra della Fondazione Arena di Verona, che si esibiranno al Teatro Filarmonico, estendendo così la dimensione artistica oltre l’anfiteatro romano. Piazza Bra diventerà parte integrante dello spettacolo, contribuendo a creare un dialogo tra spazi storici e linguaggi scenici contemporanei.
Confermata la presenza dell’étoile Roberto Bolle, già annunciata nelle scorse settimane. Accanto a lui figurano il compositore Michele Braga e il musicista e producer Vittorio Cosma. Tra i performer spicca la Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato, insieme al coreografo Diego Tortelli con Aterballetto. Ulteriori nomi verranno svelati nelle prossime settimane, alimentando l’attesa per uno degli appuntamenti più seguiti del calendario olimpico.
Se la chiusura sarà dedicata alla “bellezza in azione”, l’apertura dei Giochi Paralimpici invernali del 6 marzo porterà in scena il tema “Life in Motion”. In questo caso, il filo conduttore sarà la vita intesa come trasformazione continua, letta attraverso il linguaggio dell’arte e la sua capacità di interpretare la complessità del presente.
Tre i pilastri su cui si fonderà la cerimonia paralimpica. L’Arte vedrà il contributo di Emilio Isgrò, Jago e Marina Apollonio; la Danza sarà affidata a Yoann Bourgeois, con interventi di Emiliano Pellisari, in un’esplorazione del rapporto tra corpo, spazio ed equilibrio. Chiara Bersani, artista e performer, contribuirà al racconto del mondo della disabilità, offrendo uno sguardo centrato sull’esperienza e sull’identità.
In parallelo, Filmmaster ha lanciato il progetto partecipativo “Volare Milano Cortina 2026” in vista dell’apertura paralimpica. L’iniziativa invita il pubblico a inviare un proprio video sulle note di “Nel blu, dipinto di blu” di Domenico Modugno. I contributi selezionati confluiranno in una versione collettiva del brano, destinata ad accompagnare la Cerimonia in un simbolico volo corale verso l’universalità dello sport e della musica italiana.
Verona si prepara così a vivere un doppio appuntamento di respiro internazionale, con un coinvolgimento diffuso degli spazi cittadini e delle sue eccellenze artistiche. L’Arena, piazza Bra e il Filarmonico diventeranno scenari di un racconto che intreccia spettacolo, identità culturale e visione contemporanea, proiettando la città scaligera al centro dell’attenzione mondiale.
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