Si è conclusa senza conseguenze la vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso soccorritori e familiari nella serata di sabato 7 febbraio in Val Sorda, dove due ragazzi erano stati dati per dispersi dopo un’escursione nelle zone del Ponte Tibetano. Il loro mancato rientro ha fatto scattare l’allarme nel tardo pomeriggio, dando il via a un’operazione di ricerca complessa e coordinata, resa ancora più delicata dalle condizioni del territorio e dall’avvicinarsi del buio.
L’allerta è partita intorno alle 18, quando si è compreso che i due giovani, impegnati lungo il sentiero che conduce al Ponte Tibetano, non fornivano più notizie. La situazione ha subito destato preoccupazione, anche perché nel corso di una chiamata i ragazzi avevano espresso il timore di trovarsi in una posizione pericolosa, sospesi sopra un salto di roccia in una zona particolarmente impervia.
Mobilitazione immediata dei soccorsi
Alla segnalazione sono seguiti interventi rapidi e coordinati. Si sono messi in movimento i carabinieri e il Soccorso alpino, che hanno organizzato le ricerche con più squadre operative. Due unità sono partite da Verona, mentre una terza squadra è stata attivata da Rivoli, con l’obiettivo di coprire diverse aree del versante montano e aumentare le possibilità di individuazione.
In parallelo, è stato fatto decollare l’elicottero proveniente da Brescia, abilitato al volo notturno, una risorsa fondamentale in situazioni di emergenza in ambienti montani. Tuttavia, la conformazione del terreno non ha consentito l’utilizzo del verricello, rendendo necessario un intervento prevalentemente via terra. L’eliambulanza è quindi atterrata nelle vicinanze, rimanendo a disposizione in caso di necessità sanitarie urgenti.
Individuazione nel bosco sopra il Ponte Tibetano
Le squadre impegnate nella ricerca hanno progressivamente convergito nella stessa area, congiungendosi tra il gruppo sceso dall’alto e quello risalito da Passo Valsorda. Successivamente, anche la terza squadra ha affiancato le operazioni, permettendo una perlustrazione più efficace del territorio.
Intorno alle 21, grazie a un contatto visivo e vocale, reso possibile dall’uso delle luci, i soccorritori sono riusciti a localizzare i due escursionisti. I ragazzi si trovavano in un ripido bosco, ben al di sopra del Ponte Tibetano, ma fortunatamente in buone condizioni fisiche. Si trattava di una diciannovenne di Casale Monferrato e di un trentenne residente a Verona.
Rientro in sicurezza senza conseguenze
Una volta raggiunti, i soccorritori hanno messo in sicurezza i due giovani, assicurandoli con le corde e individuando una traccia percorribile per il rientro verso il sentiero principale. L’operazione di accompagnamento si è svolta senza criticità , nonostante la pendenza del terreno e l’orario serale.
Il gruppo è riuscito a rientrare fino a Malga Biancari, per poi raggiungere i mezzi intorno alle 22.30, ponendo definitivamente fine all’emergenza. Non è stato necessario alcun ricovero ospedaliero, poiché i due ragazzi non presentavano ferite né problemi di salute tali da richiedere cure mediche.
Un episodio che richiama alla prudenza
L’intervento, conclusosi positivamente, riporta l’attenzione sull’importanza di affrontare i percorsi montani con adeguata preparazione, soprattutto in inverno e nelle ore che precedono il tramonto. Zone suggestive come quelle del Ponte Tibetano in Val Sorda possono nascondere insidie, rendendo fondamentale una corretta pianificazione delle escursioni.
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