Verona conquista un nuovo primato nel panorama regionale della mobilità. Nel 2025 la provincia scaligera si è affermata come prima in Veneto per numero di passaggi di proprietà di auto usate, confermando una tendenza ormai consolidata: sempre più cittadini scelgono il mercato dell’usato come soluzione equilibrata tra risparmio, qualità e sicurezza. I dati emergono dall’Osservatorio AutoScout24, basato su elaborazioni Aci, e delineano un quadro di forte dinamismo del settore automotive locale.
I numeri del primato veronese
Con 52.863 atti di vendita, Verona guida la classifica regionale dei passaggi di proprietà, distanziando nettamente le altre province venete. Il dato segna una crescita dell’1,7% rispetto al 2024, a dimostrazione di un mercato che continua a espandersi nonostante le incertezze economiche e l’evoluzione normativa legata alla transizione ecologica.
Alle spalle di Verona si collocano Padova, con 48.857 passaggi, e Vicenza, con 46.847, numeri importanti ma insufficienti a insidiare la leadership scaligera. Il territorio veronese si conferma così come uno dei principali motori del mercato automobilistico del Nord-Est, capace di intercettare una domanda sempre più consapevole.
Un altro elemento significativo riguarda il budget medio destinato all’acquisto di un’auto usata, salito a 20 mila euro, con un incremento dell’11% su base annua. Un segnale chiaro: i veronesi non cercano semplicemente il prezzo più basso, ma puntano su vetture di seconda mano recenti, affidabili e ben accessoriate, spesso alternative concrete al nuovo.
Perché Verona sceglie l’usato
La crescita dei passaggi di proprietà non è casuale. L’aumento dei prezzi delle auto nuove, i tempi di consegna e l’incertezza legata alle nuove motorizzazioni hanno spinto molti automobilisti verso il mercato dell’usato, percepito come più flessibile e immediatamente disponibile.
A Verona, in particolare, pesa anche una struttura territoriale e produttiva che rende l’auto ancora uno strumento indispensabile, sia per motivi lavorativi sia per la mobilità quotidiana. In questo contesto, l’usato rappresenta una soluzione razionale, capace di coniugare esigenze economiche e standard qualitativi elevati.
Le alimentazioni preferite: vince il realismo
Nonostante le politiche ambientali e gli incentivi alla transizione ecologica, le scelte degli automobilisti veronesi restano improntate al pragmatismo. In Veneto, il diesel continua a dominare il mercato dell’usato, raccogliendo il 52,5% delle preferenze, seguito dal benzina con il 27,6%.
L’ibrido mostra segnali di crescita più incoraggianti, raggiungendo una quota del 13,4%, mentre l’elettrico puro resta una scelta marginale, fermandosi al 2%. A pesare sono soprattutto i costi di acquisto, l’autonomia giudicata ancora limitata e una rete di ricarica percepita come insufficiente, fattori che frenano l’adozione da parte della famiglia media.
I modelli più cercati
Sul fronte delle preferenze, la Volkswagen Golf si conferma il modello più ricercato, simbolo di affidabilità, versatilità e valore nel tempo. Per chi guarda alla sostenibilità senza rinunciare al comfort, l’Audi A6 domina tra le ibride, mentre nel segmento elettrico la Tesla Model 3 resta il punto di riferimento per chi decide di passare alla mobilità a zero emissioni.
Queste scelte riflettono un mercato maturo, orientato a modelli già collaudati e capaci di garantire un buon equilibrio tra prestazioni, consumi e costi di gestione.
Prezzi in calo: un’opportunità per il 2026
In un contesto complessivamente positivo, arriva anche una buona notizia per chi intende cambiare auto. Nel 2025, in Veneto, i prezzi medi delle auto usate sono scesi del 4,8%, attestandosi intorno ai 23.790 euro. Una flessione che potrebbe stimolare ulteriormente la domanda nei prossimi mesi, rendendo il mercato ancora più accessibile.
Un mercato solido e in evoluzione
Il record di passaggi di proprietà conferma che Verona ha scelto l’auto usata come risposta concreta alle trasformazioni del settore automotive. Tra attenzione al budget, ricerca di qualità e diffidenza verso cambiamenti percepiti come ancora prematuri, il mercato scaligero si dimostra dinamico, razionale e orientato al valore.
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