Parco delle Mura magistrali: via libera al Piano ambientale di Verona

La giunta approva le linee guida per valorizzare 9 km di fortificazioni UNESCO

Cinta magistrale di Verona

Il Comune di Verona compie un passo decisivo verso la valorizzazione di uno dei suoi patrimoni più importanti. La giunta comunale ha infatti approvato le linee di indirizzo per la progettazione del Piano Ambientale del Parco delle Mura magistrali, che sarà redatto dalla struttura di progettazione dell’Agenzia del Demanio sulla base dell’accordo sottoscritto con Palazzo Barbieri nel giugno 2025.

Si tratta di un progetto strategico e atteso, inserito nel Piano di Assetto del Territorio (PAT) vigente, che punta a conservare e rilanciare lo straordinario sistema difensivo storico di Verona, lungo oltre 9 chilometri e con una superficie di quasi 100 ettari.

Un parco multifunzionale per la città

“Abbiamo approvato le linee di indirizzo per la redazione del Piano Ambientale del Parco delle Mura – ha dichiarato la vicesindaca e assessora alla Pianificazione territoriale, beni culturali e paesaggio Barbara Bissoli – un progetto ambizioso che attribuisce al Parco un ruolo centrale nello sviluppo culturale, sociale e ambientale della città”.

La visione strategica è quella di trasformare il Parco delle Mura magistrali in un’infrastruttura verde multifunzionale, capace di strutturare il paesaggio urbano veronese e di agire come cerniera tra il centro storico e i quartieri residenziali delle prime espansioni novecentesche. Al centro del progetto vi è la volontà di promuovere la storia e l’eccezionale valore monumentale delle fortificazioni, parte integrante del Sito UNESCO di Verona.

Un Piano con valore urbanistico

Il Piano Ambientale seguirà l’iter e avrà contenuti ed efficacia di un Piano Urbanistico Attuativo (PUA) di iniziativa pubblica. La sua impostazione si fonda sul riconoscimento dei valori tutelati dalla Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale (OUV), dalle dichiarazioni ministeriali di notevole interesse pubblico del 1966 e del 1996 e dai numerosi vincoli archeologici presenti lungo il tracciato.

L’obiettivo non è solo tecnico o architettonico, ma anche di coordinamento delle politiche urbane, con una visione che integra tutela, programmazione e sviluppo sostenibile.

Gli obiettivi strategici del Parco delle Mura

Tra gli obiettivi strutturali individuati dal documento spiccano alcuni punti chiave:

• Costruire una visione unitaria del sistema delle architetture militari, dalla Cinta Magistrale ai grandi complessi asburgici come Arsenale, Provianda di Santa Marta, caserme, polveriere e forti distaccati;
• Valorizzare il patrimonio fortificato come motore di sviluppo culturale e turistico, rafforzando l’attrattività della città anche in chiave territoriale e metropolitana;
• Garantire una gestione razionale del parco urbano storico-monumentale, assicurando tutela, corretta percezione e libera fruizione;
• Contrastare il degrado urbano e la fragilità sociale attraverso accessibilità, rivitalizzazione e sussidiarietà;
• Equilibrare patrimonio monumentale e componente vegetale, puntando su manutenzione continua e restauro conservativo;
• Sfruttare il sistema fortificato per la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico.

Accessibilità, inclusione e sostenibilità

Il Piano definisce anche obiettivi tecnico-operativi generali, tra cui la suddivisione del Parco in aree con diversi livelli di tutela e utilizzo, la valorizzazione della funzione di connessione ecologica e la disciplina degli interventi su flora, fauna, suolo e sottosuolo.

Particolare attenzione è riservata ai sistemi di accessibilità veicolare e pedonale, progettati secondo i principi del design universale, con percorsi inclusivi per persone fragili e con disabilità. Il documento affronta inoltre la gestione delle funzioni sociali del Parco, dai punti di ristoro agli spazi culturali, fino ai servizi per l’infanzia e gli anziani.

Percorsi, cammini di ronda e mobilità dolce

Tra gli obiettivi specifici emergono interventi di forte impatto urbano e paesaggistico: il ripristino dei cammini di ronda, la riapertura delle poterne storiche, la riduzione dell’artificializzazione dei suoli e l’adozione di soluzioni infrastrutturali “green” basate sulla natura.

Il Parco dovrà diventare un grande corridoio ciclopedonale continuo, integrato con il Biciplan, le zone 30 e la rete dei percorsi naturalistici, capace di collegare il centro storico con i quartieri e con poli strategici come le stazioni di Porta Nuova e Porta Vescovo, l’area dello Stadio e il Parco della Spianà.

Redazione

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