L’Agenzia Sociale per l’Abitare di Verona cambia volto e amplia in modo significativo il proprio raggio d’azione. Con la delibera approvata ieri, il Comune introduce un percorso innovativo per affrontare l’emergenza abitativa, superando interventi frammentari e puntando su un modello sistemico, solidale e centrato sulle persone. L’obiettivo è costruire una risposta strutturata ai bisogni reali del territorio, rafforzando la collaborazione tra pubblico, terzo settore e comunità locale.
“Non possiamo più limitarci a misure episodiche di fronte a un problema che riguarda migliaia di famiglie veronesi” afferma Luisa Ceni, assessora alle Politiche sociali e abitative. La nuova Aisa si inserisce in una visione più ampia: un’infrastruttura per l’abitare sociale, capace di dare risposte sia alle situazioni di emergenza sia a quelle forme di esclusione abitativa meno visibili ma sempre più diffuse.
Un progetto che parte dai bisogni delle persone
Il rafforzamento dell’Agenzia nasce dalla consapevolezza che la città sta cambiando rapidamente. A soffrire non sono solo le persone in grave difficoltà, ma anche quella cosiddetta fascia grigia composta da anziani soli, giovani coppie, famiglie numerose e lavoratori con redditi insufficienti ad affrontare i costi del mercato immobiliare.
L’abitare non è solo una questione di alloggi, ma di accompagnamento sociale, orientamento e sostegno. Per questo il Comune ha avviato un percorso di co-programmazione con il terzo settore, riconoscendo che soluzioni efficaci e durature nascono dalla condivisione di competenze, visioni e risorse.
“Il welfare abitativo non può essere responsabilità esclusiva dell’ente pubblico” sottolinea Ceni. La collaborazione con chi opera quotidianamente accanto alle persone fragili è indispensabile per costruire politiche realmente inclusive.
Partnership e risorse già attivate
L’Agenzia Sociale per l’Abitare, progetto di ambito appena avviato, sarà realizzata in partnership con la Cooperativa Energie Sociali Onlus, sulla base di un Protocollo d’Intesa che definisce ruoli, funzioni e risorse. Le attività previste includono orientamento abitativo, gestione delle emergenze, supporto nei casi di sfratto, assistenza nelle pratiche amministrative e disponibilità di alloggi per situazioni di particolare fragilità.
Il Comune sostiene l’iniziativa con 52.000 euro complessivi, pari a 26.000 euro annui per il biennio 2026–2027, segnando un primo investimento concreto nella nuova governance dell’abitare.
Le macro-azioni della nuova Agenzia per l’Abitare
Il mandato ampliato dell’Aisa si traduce in una serie di azioni innovative e coordinate, pensate per incidere in modo strutturale sul sistema abitativo cittadino:
• Osservatorio sull’abitare, in collaborazione con lo IUAV di Venezia, per basare le politiche su dati oggettivi e analisi scientifiche;
• Interventi per la fascia grigia, con attenzione particolare agli under 35 e alla promozione del canone concordato nel mercato privato;
• Recupero del patrimonio pubblico sfitto, con 1.050.000 euro destinati ad AGEC per il recupero di 26 alloggi tramite protocolli innovativi con il terzo settore;
• Sistema centralizzato per la gestione delle emergenze abitative, in grado di fornire risposte rapide e coordinate;
• Promozione di modelli abitativi collaborativi, come co-housing, co-housing intergenerazionale, condomini solidali e gestione sociale dell’abitare.
Urbanistica e politiche sociali: una svolta strategica
Tra gli elementi più innovativi del progetto vi è l’integrazione tra urbanistica e politiche abitative. Il Piano di Assetto del Territorio (PAT) diventa uno strumento attivo di rigenerazione urbana orientata all’abitare sociale, introducendo incentivi per il recupero e la costruzione di edilizia residenziale a canoni sostenibili e per la diffusione di forme abitative collaborative.
“Superiamo una visione che considerava la casa solo come mercato edilizio” spiega l’assessora. L’obiettivo è rendere Verona una città accessibile, non riservata esclusivamente a chi ha redditi medio-alti.
Una sfida collettiva per il futuro della città
Il progetto parte da una situazione complessa: patrimonio pubblico limitato, mercato immobiliare sempre più inaccessibile e un’eredità politica fragile. Proprio per questo il Comune punta su una governance allargata, coinvolgendo assessorati, enti pubblici, terzo settore, soggetti privati e fondazioni.
“Stiamo costruendo un Piano per l’Abitare all’altezza delle sfide attuali” conclude Luisa Ceni. Un cambio di paradigma che considera la casa non come una merce, ma come un diritto fondamentale e uno strumento di inclusione sociale.
In questo contesto, l’Agenzia Sociale per l’Abitare rappresenta un tassello centrale della nuova strategia: non un semplice ufficio, ma un soggetto dinamico capace di mettere in rete istituzioni, comunità e risorse, offrendo risposte concrete ai bisogni abitativi della Verona di oggi e di domani.
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