Nel panorama nazionale caratterizzato da un generale calo degli incassi derivanti dalle multe stradali, Verona si distingue come una delle poche grandi città in controtendenza. Secondo i dati ufficiali diffusi dal Codacons e relativi al 2025, il capoluogo scaligero ha registrato un aumento dei proventi da sanzioni per violazioni del Codice della strada, confermando un trend di crescita che prosegue ormai da alcuni anni.
A livello italiano, gli introiti complessivi delle multe hanno raggiunto quota 1,89 miliardi di euro, segnando una flessione del 4,4 per cento rispetto all’anno precedente, quando si era sfiorata la soglia dei 2 miliardi. La diminuzione ha interessato la maggior parte delle grandi città: Roma ha ridotto gli incassi del 18,46 per cento, fermandosi comunque a oltre 137 milioni di euro, mentre Milano ha registrato un calo del 16,81 per cento, pur superando i 170 milioni.
Verona, invece, ha invertito la tendenza nazionale, passando da 23.585.995 euro nel 2024 a 24.331.335 euro nel 2025, con un incremento del 3,16 per cento. Un risultato che colloca la città tra i casi più rilevanti analizzati dallo studio Codacons, soprattutto considerando il contesto normativo e giurisprudenziale che ha inciso negativamente sugli incassi in molte altre realtà urbane.
Dal totale dei proventi, tuttavia, non tutte le risorse risultano immediatamente disponibili. La normativa impone infatti l’accantonamento di una quota significativa nel fondo crediti di dubbia esigibilità, che a Verona ammonta a una cifra compresa tra 6 e 7 milioni di euro. A questa voce si aggiungono 3-4 milioni di euro destinati ai costi del concessionario per la gestione del servizio. Al netto di queste spese, rimangono circa 14-15 milioni di euro, che vengono interamente vincolati a interventi di sicurezza stradale.
La legge stabilisce con precisione come debbano essere utilizzati i proventi delle sanzioni. Le risorse possono finanziare la manutenzione delle strade, l’adeguamento e il potenziamento della segnaletica, il miglioramento delle infrastrutture e l’acquisto di mezzi e attrezzature per la Polizia Locale. Sono incluse anche le spese per il personale impiegato nei controlli, oltre a progetti di prevenzione ed educazione stradale.
Una parte dei fondi può essere destinata a iniziative nelle scuole e a programmi specifici per la tutela degli utenti più vulnerabili, come pedoni, ciclisti, bambini, anziani e persone con disabilità. Per quanto riguarda le sanzioni legate all’eccesso di velocità, la normativa prevede che i proventi vengano utilizzati esclusivamente per mettere in sicurezza le strade, migliorare barriere e impianti e rafforzare le attività di controllo.
Secondo l’analisi del Codacons, il calo nazionale degli incassi non sarebbe direttamente collegato alle modifiche introdotte dal nuovo Codice della strada nel dicembre 2024, bensì ai limiti più stringenti imposti agli enti locali per l’installazione degli autovelox, entrati in vigore nel giugno successivo. A incidere in modo determinante, inoltre, sono state le sentenze della Cassazione che hanno dichiarato nulle le sanzioni emesse da dispositivi non omologati, portando allo spegnimento di numerosi apparecchi in tutta Italia.
A Verona, la situazione appare differente. L’unica postazione fissa per il controllo della velocità, collocata sulla bretella T4-T9, risulta pienamente conforme alla normativa, così come i sistemi t-red per il controllo dei semafori. Secondo l’assessore al Bilancio Michele Bertucco, l’aumento degli incassi sarebbe legato soprattutto a una maggiore efficienza nel processo di riscossione, favorita anche dall’utilizzo dell’app IO, che ha semplificato i pagamenti da parte dei cittadini.
«Le risorse raccolte dalle sanzioni devono trasformarsi in interventi concreti per migliorare la sicurezza e la qualità della circolazione», ha sottolineato Bertucco, ribadendo l’obiettivo dell’amministrazione comunale di reinvestire integralmente i fondi disponibili in progetti utili al territorio. Un approccio che, numeri alla mano, sembra aver consentito a Verona di coniugare rigore nei controlli e attenzione alla prevenzione, distinguendosi nel contesto nazionale.
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