La macchina organizzativa del Carnevale di Verona non si è mai fermata, ma ora può procedere con maggiore serenità. Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dal Comitato del Bacanal del Gnoco, sancendo ufficialmente il via libera alla realizzazione del tradizionale Venardi Gnocolar del 13 febbraio. Una decisione che consente agli organizzatori di entrare nel vivo dei preparativi, pur in un clima ancora segnato da divisioni e incertezze.
Il quadro resta complesso. Le tensioni interne al mondo del Carnevale veronese non si sono ricomposte, e il Bacanal continua a mantenere una posizione rigida, alimentando una spaccatura che accompagna l’intera fase organizzativa. Nonostante questo, l’evento è confermato e procede secondo il programma definito dal Comitato benefico Festa de La Renga, cui il Comune ha affidato l’organizzazione della sfilata.
Un primo dato positivo riguarda la partecipazione dei carri. Ben 22 carristi della provincia, praticamente la totalità, hanno già confermato la presenza delle loro creazioni su quattro ruote nel giorno della sfilata. Un segnale importante, che garantisce la tenuta spettacolare dell’evento. Nei prossimi giorni, in particolare mercoledì 4 febbraio, è previsto un incontro tra il Comitato La Renga e le maschere carnevalesche della città, per fare il punto definitivo sulle adesioni.
Resta però in sospeso la questione più simbolica, quella legata alla possibile assenza del Papà del Gnoco, maschera emblematica del Carnevale veronese. Il Comitato del Bacanal non ha chiarito se la figura aprirà o meno il corteo e se sarà presente a Palazzo Barbieri per la tradizionale consegna delle chiavi della città, rito che lo consacra “Sire” per un giorno. Un’incertezza che rischia di prolungare la frattura tra chi sostiene il Bacanal e chi, al contrario, chiede di superare polemiche, ricorsi e denunce per garantire comunque un momento di festa condivisa.
Il Comitato Festa de La Renga continua a muoversi su un registro più conciliante. L’obiettivo dichiarato è evitare ulteriori scontri e concentrarsi sull’organizzazione dell’evento. «Ribadisco la mia apertura al dialogo e la volontà di collaborare con ogni realtà», ha spiegato Roberto Bussola, presidente del Comitato. «In 14 anni la nostra manifestazione è cresciuta molto. Ci siamo messi a disposizione per il Venardi Gnocolar senza imporre nulla. Ci limiteremo alla sfilata del 13 febbraio, per poi concentrarci sulla Festa de La Renga del 18 febbraio a Parona».
Sul piano giuridico, la sentenza del Tar è stata netta. Il Tribunale ha chiarito che non esiste alcuna esclusiva sulla sfilata, ribadendo che l’autorizzazione spetta al Comune, che in questo caso ha operato correttamente. Nelle motivazioni si fa riferimento anche alla “non piena capacità economico-finanziaria del Comitato ricorrente”, elemento che ha pesato nella decisione.
Accanto alle questioni organizzative, il Carnevale 2026 porta con sé alcune novità rilevanti. La più evidente riguarda il percorso della sfilata, modificato a causa dell’impossibilità di accedere a piazza Bra, occupata per le Olimpiadi. I carri si raduneranno in via IV Novembre alle 14.30, mentre il taglio del nastro, alla presenza delle istituzioni, si terrà in piazzale Cadorna. Il corteo attraverserà per la prima volta ponte della Vittoria, proseguirà lungo corso Cavour, passerà dalle Regaste e raggiungerà infine piazza San Zeno, cuore della festa.
Proprio in piazza San Zeno è previsto uno spettacolo pensato su misura per bambine e bambini, altra novità di questa edizione. Dalle 14 alle 15.30, andrà in scena un musical di circa un’ora e mezza con Claudia Paganelli, voce italiana di Frozen, e Francesco Antimiani, interprete del Notre Dame de Paris. Un’iniziativa che affianca la sfilata e rafforza la dimensione familiare dell’evento.
La tradizione gastronomica resta centrale. Gli gnocchi continuano a essere il simbolo del Venardi Gnocolar, così come l’attenzione al sociale. Anche quest’anno è prevista una raccolta fondi, che verrà però associata a una nuova realtà del mondo associativo, nel segno di un rinnovato impegno solidale.
Sul Carnevale continua però a pesare la “guerra dei contributi”. Giovedì 5 febbraio, il Consiglio di Stato si pronuncerà sul ricorso presentato dal Bacanal contro la revoca di circa 480mila euro di contributi relativi agli anni 2023 e 2024, decisa dal ministero della Cultura. Una vicenda che rappresenta l’origine di gran parte delle tensioni e dei contenziosi che hanno segnato gli ultimi mesi.
I prossimi giorni saranno quindi decisivi. Tra l’incontro con le maschere, la sentenza del Consiglio di Stato e le ultime conferme sulle presenze, il Carnevale veronese si avvicina al 13 febbraio tra attese, novità e nodi ancora da sciogliere, con l’obiettivo di restituire alla città il suo momento di festa più atteso.
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