Scoperta sui tumori apre nuove prospettive per la rigenerazione del tessuto nervoso

Un team di ricercatori di Verona e Milano ha individuato nel ruolo dei macrofagi tumorali una possibile chiave per la riparazione del midollo spinale danneggiato

Una nuova e sorprendente scoperta, frutto di una collaborazione internazionale tra l’Università di Verona e la Statale di Milano, potrebbe rivoluzionare le strategie di trattamento per le lesioni del sistema nervoso centrale, in particolare quelle legate al midollo spinale. Il gruppo di ricerca, coordinato dalla docente veronese Ilaria Decimo e composto da Massimo Locati e Francesco Bifari della Statale di Milano, ha recentemente pubblicato uno studio sulla rivista scientifica Immunity, che rivela come i macrofagi associati ai tumori possano giocare un ruolo inaspettato nella rigenerazione dei tessuti nervosi.

Il progetto, che ha visto il coinvolgimento anche di Humanitas Research Hospital di Rozzano, Istituto Auxologico Italiano, Francis Crick Institute di Londra e il Helmholtz-Centre for Environmental Research di Lipsia, ha preso piede grazie ai finanziamenti del Pnrr e al supporto delle associazioni di pazienti Galm e La Colonna. La ricerca è partita dallo studio delle cellule immunitarie chiamate Tumor-Associated Macrophages (TAM), che, nel contesto dei tumori, sono state storicamente associate all’aggravamento della malattia e alla formazione di metastasi. Tuttavia, i ricercatori hanno scoperto che, al di là della loro attività pro-tumorale, queste cellule possiedono un potenziale terapeutico finora sconosciuto.

In un primo momento, i macrofagi sono stati analizzati per il loro ruolo negativo nel promuovere l’invasività dei tumori. Gli esperimenti condotti su modelli murini di sarcoma hanno mostrato che queste cellule favoriscono la crescita e la diffusione delle cellule nervose nel tumore, contribuendo, però, anche alla formazione di metastasi. Tuttavia, ribaltando questo concetto, gli scienziati hanno osservato che i macrofagi associati al tumore, quando utilizzati in un altro contesto, possono favorire la rigenerazione del midollo spinale.

Gli esperimenti sui modelli di lesione grave del midollo spinale hanno rivelato risultati promettenti. L’introduzione di macrofagi ha portato a un miglioramento significativo della funzione motoria e a una riduzione della spasticità nei soggetti trattati. Le cellule hanno contribuito a stimolare la rigenerazione delle fibre nervose (assoni), migliorando la sopravvivenza dei neuroni danneggiati e promuovendo la formazione di nuovi vasi sanguigni, essenziali per il corretto apporto di ossigeno e nutrienti. Inoltre, i macrofagi sono riusciti a ridurre l’infiammazione cronica e a migliorare l’ambiente circostante la lesione, che altrimenti avrebbe ostacolato il recupero.

«Questa scoperta svela un ruolo inedito dei macrofagi associati al tumore nel favorire la crescita neuronale», ha affermato Ilaria Decimo, coordinatrice della ricerca. «Le stesse cellule che promuovono l’innervazione dei tumori potrebbero essere sfruttate per favorire la rigenerazione del tessuto nervoso», ha aggiunto, sottolineando l’importanza della scoperta per le future terapie rigenerative.

Inoltre, la scoperta ha un doppio valore, come ha spiegato Massimo Locati: «Da un lato, possiamo identificare possibili bersagli molecolari per ridurre l’effetto pro-tumorale di queste cellule, dall’altro possiamo utilizzare lo stesso meccanismo per sviluppare trattamenti innovativi per le lesioni spinali». Francesco Bifari ha concluso dichiarando l’intenzione di portare avanti questi risultati per trarre beneficio terapeutico per i pazienti: «Il nostro obiettivo è testare queste scoperte nell’uomo per migliorare il trattamento delle lesioni al midollo spinale e altre patologie neurologiche».

Una nuova società spin-off, chiamata Hemera, è stata fondata con l’obiettivo di portare i risultati della ricerca nella pratica clinica, con la speranza di applicare queste scoperte anche in patologie neurologiche come ictus e traumi cerebrali.

Questa ricerca rappresenta un passo fondamentale verso lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche che potrebbero migliorare significativamente la qualità della vita di pazienti con danni al sistema nervoso, aprendo nuove porte nella medicina rigenerativa e nella cura delle lesioni del midollo spinale.

Redazione

Seguici su

Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Area ex scuola americana Verona
Il Comune mette a disposizione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata un’area in Lungadige Attiraglio per avviare...
Alberto Stefani Presidente Regione Veneto
Il presidente Alberto Stefani chiede interventi su sicurezza e prevenzione dopo i recenti episodi negli...
ospedale
Mobilitazione in sette comuni della provincia per raccogliere firme contro liste d’attesa, carenze negli organici...

Altre notizie