Pronto soccorso, nuove linee guida per gestire anziani fragili e disturbi comportamentali

Presentate a Verona nuove indicazioni operative per migliorare l’accoglienza in emergenza delle persone fragili e dei pazienti con disturbi del comportamento, con percorsi dedicati e ambienti protetti

I pazienti fragili e quelli con disturbo comportamentale acuto rappresentano oggi una delle principali sfide per la medicina d’urgenza. Chi arriva, cosa presenta, dove viene assistito, quando avviene la presa in carico e perché servono procedure dedicate sono elementi che, già nelle prime fasi dell’accesso in Pronto soccorso, incidono sulla sicurezza e sulla qualità delle cure. Proprio da questa consapevolezza nascono le nuove linee guida presentate nel corso dell’annuale convegno di aggiornamento dedicato all’emergenza-urgenza, che quest’anno ha acceso i riflettori sulla gestione delle persone più vulnerabili.

Il confronto sulle best practice nazionali è stato coordinato dal comitato scientifico presieduto dal dottor Ciro Paolillo, direttore del Pronto soccorso di Borgo Trento, insieme al professor Nicola Martinelli, direttore della Scuola di specializzazione in Medicina d’urgenza dell’Università di Verona. Alla giornata di studio hanno partecipato anche il direttore generale dell’Aoui Callisto Marco Bravi e il preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, professor Giuseppe Lippi, che ha ribadito il ruolo centrale e strategico della Medicina d’urgenza, considerata una delle specialità chiave del futuro.

Uno dei punti centrali riguarda l’anziano fragile, una categoria in costante aumento. Le nuove indicazioni prevedono il riconoscimento precoce già al triage, attraverso una sorta di “codice dedicato”, per garantire una presa in carico rapida e ridurre i tempi di permanenza in Pronto soccorso. È prevista inoltre la presenza costante di un familiare o del caregiver, che deve rimanere accanto al paziente per tutta la durata dell’assistenza, in un ambiente tranquillo e protetto. Particolare attenzione viene posta ai bisogni fisici e fisiologici, così come alle modalità relazionali, che devono essere sempre rassicuranti per evitare disorientamento e stress.

Accanto alla fragilità legata all’età, cresce anche il numero di accessi per disturbo comportamentale acuto (Acute Behavioral Disturbance, ABD). Si tratta di pazienti che presentano agitazione psicomotoria, alterazioni dello stato mentale e disturbi della condotta, spesso collegati a patologie psichiatriche, abuso di alcol, intossicazioni da sostanze o cause mediche. A livello nazionale, circa un accesso su otto in Pronto soccorso è correlato a problemi di salute mentale o uso di sostanze. Tra gli over 70, il 24% presenta delirium, mentre il 40% manifesta alterazioni dello stato mentale. Nei giovani, negli ultimi cinque anni, si è registrato un aumento del 40% degli accessi per ABD legati all’uso di droghe.

Nel 2024, l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona ha registrato circa 125mila accessi al Pronto soccorso, di cui 9.500 riconducibili a disturbi del comportamento acuto, agitazione mentale e intossicazioni da alcol o droghe. Per affrontare queste situazioni, sono state definite strategie operative precise: l’allerta preventiva del 118 per segnalare l’arrivo di un paziente agitato, la gestione in ambienti protetti da parte di un team multidisciplinare, e l’attivazione di percorsi formativi specifici per medici e infermieri.

Un altro tema affrontato è quello della sicurezza del personale sanitario. Dal 15 settembre è operativo il nuovo porta badge antiaggressione, un dispositivo indossabile dotato di pulsante di emergenza, allarme sonoro e geolocalizzazione interna. In caso di rischio o aggressione, l’allerta viene trasmessa in tempo reale, consentendo un intervento rapido degli operatori più vicini.

Il convegno, giunto alla quinta edizione, si è svolto nell’aula magna De Sandre del Policlinico di Borgo Roma, con il patrocinio dell’Academy of Emergency Medicine and Care (Acem). Dal 2022 l’Aoui promuove questi incontri per confrontarsi con le altre realtà italiane e aggiornare le buone pratiche cliniche.

«Il Pronto soccorso rappresenta la prima porta di ingresso dell’ospedale», ha sottolineato Callisto Marco Bravi, «e proprio qui stiamo applicando le linee guida del nostro lavoro: benessere organizzativo, dialogo intergenerazionale e riduzione della burocrazia». Secondo il dottor Ciro Paolillo, le sfide principali restano due: «L’aumento dei pazienti in stato di agitazione, legato a sostanze, marginalità e solitudine, e la crescita degli anziani fragili, che riconosciamo già al triage per accompagnarli in percorsi protetti. L’obiettivo è sempre uno: ridurre al minimo la permanenza in Pronto soccorso».

Redazione

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