Casa di Giulietta, il centrodestra attacca il nuovo progetto di accesso da Teatro Nuovo

Conferenza stampa unitaria contro il piano Tommasi: “Criticità economiche e culturali, concessione troppo lunga ai privati”

Cortile di Giuluetta

Si accende il dibattito politico attorno al nuovo progetto di accesso al Cortile e alla Casa di Giulietta a Verona. Ieri, davanti al Teatro Nuovo, i consiglieri comunali del centrodestra hanno organizzato una conferenza stampa congiunta per esprimere la loro netta contrarietà al piano presentato dall’Amministrazione guidata da Damiano Tommasi.

Secondo l’opposizione, il progetto solleva perplessità sotto il profilo economico, culturale e gestionale. Al centro delle critiche: la concessione ai privati di una parte giudicata troppo ampia dei ricavi e la durata del contratto di gestione, fissata in 12 anni, ritenuta eccessiva per un bene pubblico di tale rilevanza.

“Troppe concessioni ai privati e durata inaccettabile”: le accuse del centrodestra

In piazzetta Navona erano presenti Paolo Rossi (Verona Domani), Nicolò Zavarise (Lega), Salvatore Papadia e Luigi Pisa (Forza Italia), Antonio Lella, Barbara Tosi e Anna Bertaia (Lista Tosi), Massimo Mariotti (Fratelli d’Italia). Assenti altri consiglieri, che tuttavia hanno espresso solidarietà all’iniziativa.

“Non si può affidare per oltre un decennio la gestione di un’area così strategica della città a partner privati senza un controllo più stringente, hanno dichiarato. La preoccupazione maggiore riguarda la quota di incassi che, secondo il centrodestra, non garantirebbe un adeguato ritorno per il Comune.

Il progetto dell’Amministrazione: nuova viabilità e valorizzazione museale

Dall’altra parte, l’Amministrazione Tommasi difende la bontà e l’urgenza del progetto, presentato come una risposta concreta ai gravi problemi di sicurezza e congestione causati dalle lunghe code in via Cappello, dove si registrano fino a 8.000 visitatori al giorno.

Il nuovo percorso prevede l’ingresso dal Teatro Nuovo, in piazzetta Navona, con un itinerario museale che attraversa il foyer, il cortile e la Casa di Giulietta, con uscita sempre su via Cappello. Il costo del biglietto sarà di 5 euro per il solo cortile e 12 euro per il percorso completo.

L’investimento previsto è di 2,3 milioni di euro, destinati a riqualificare l’area, rimuovere i segni di degrado e migliorare l’accessibilità. Il progetto sarà a prenotazione obbligatoria e contingentato, con un incremento del personale nei periodi di massima affluenza.

Zivelonghi: “Tutto sotto controllo pubblico, coinvolti partner culturali”

A chiarire la posizione della Giunta è intervenuta l’assessora alla sicurezza Stefania Zivelonghi, che ha evidenziato come la proprietà e la supervisione del sito rimangano saldamente in mani pubbliche, sotto il coordinamento dei Musei Civici.

Il Comune ha scelto di collaborare con la Società del Teatro Nuovo e la Fondazione Atlantide – Teatro Stabile di Verona, due realtà accreditate e con riconoscimento ministeriale, per garantire una narrazione museale rispettosa e di valore culturale.

La gestione sarà, secondo la Giunta, trasparente e sostenibile, con i proventi reinvestiti in progetti culturali cittadini. A certificare la solidità economica dell’operazione è stata incaricata la società di revisione Axeverar S.r.l., che ha confermato l’equilibrio finanziario.

Un nodo politico e simbolico nel cuore del centro storico

Il riordino degli accessi alla Casa di Giulietta è destinato a restare un tema caldo nel dibattito politico veronese, sia per il suo valore turistico, sia per l’alto valore simbolico e identitario che il sito rappresenta.

Il centrodestra, unito in un’opposizione compatta, vede nel progetto un rischio di privatizzazione e una perdita di controllo pubblico. L’Amministrazione, al contrario, lo presenta come una soluzione concreta e immediatamente attuabile per gestire uno dei luoghi più visitati d’Italia.

Con l’avvicinarsi delle elezioni comunali del 2027, è probabile che la questione diventi uno dei punti centrali del confronto politico, tra chi punta su valorizzazione e razionalizzazione dei flussi e chi denuncia eccessive concessioni al privato.

Redazione

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