Giustizia civile, Verona prima in Veneto per rapidità

Secondo Confartigianato servono interventi strutturali: nel capoluogo solo 200 giorni per una causa, contro i 773 di Venezia

Giudice

Verona si conferma la provincia più efficiente del Veneto nei tempi della giustizia civile, con una media di appena 200 giorni per la definizione di un procedimento. Il dato, reso noto da Confartigianato sulla base di elaborazioni dell’Ufficio Studi su numeri del Ministero dell’Economia e delle Finanze, pone il capoluogo scaligero al vertice regionale, evidenziando però un forte divario rispetto ad altre realtà del territorio.

La media regionale si attesta a 346 giorni, leggermente al di sotto del dato nazionale (364), ma con differenze interne molto marcate: a fronte dei risultati veronesi, la provincia di Venezia segna una durata media di 773 giorni per una causa civile, quasi quattro volte tanto.

Un quadro che conferma l’esistenza di una giustizia a due velocità all’interno della stessa regione, ostacolando l’uniformità di accesso e tempi certi per cittadini e imprese.

Un freno per le piccole imprese

Le conseguenze di questa inefficienza ricadono in particolare sul tessuto produttivo artigiano e sulle microimprese, che compongono la base dell’economia veneta. «La giustizia civile non è una questione astratta – ha dichiarato Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto – ma una variabile economica concreta. Ritardi nei procedimenti significano incertezza, blocco di risorse e rinvio degli investimenti».

Secondo Boschetto, un sistema giudiziario lento si trasforma in una sanzione indiretta per chi opera nel rispetto delle regole: «Il Pnrr ha acceso un faro sul problema, ma ora servono azioni strutturali e una digitalizzazione efficace per migliorare l’organizzazione degli uffici giudiziari».

Lavoro privato, dati ancora peggiori

Il quadro si complica ulteriormente nei procedimenti legati al lavoro privato – come licenziamenti o controversie con i dipendenti – dove la media regionale sale a 434 giorni, superando quella nazionale (401). Anche qui le disparità tra province restano alte: Belluno tocca il picco negativo di 820 giorni, mentre sorprendentemente Venezia si attesta a 297 giorni, mostrando un’efficienza migliore rispetto ai procedimenti civili ordinari.

Il confronto nazionale

Il Nord Italia resta comunque l’area più veloce del Paese, con Valle d’Aosta e Piemonte ai vertici per rapidità. Tuttavia, il peggioramento registrato nel 2024 e le proiezioni per i prossimi anni sollevano preoccupazioni: secondo gli indicatori del benessere equo e sostenibile, i tempi della giustizia civile potrebbero salire dai 345 giorni del 2025 ai 370 nel 2028, segno che le riforme finora avviate non stanno incidendo in modo sufficiente sulle criticità sistemiche.

Tra le cause principali, oltre alla cronica litigiosità civile, si segnalano la scarsità di risorse, le carenze organizzative e le difficoltà nel turnover del personale giudiziario, fattori che, se non affrontati in modo organico, rischiano di neutralizzare anche gli effetti delle misure introdotte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Redazione

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