Epifania solidale dei carabinieri negli ospedali di Verona

La Befana dell’Arma porta doni e sorrisi ai piccoli pazienti tra Negrar e Borgo Trento

Anche nel 2026 si rinnova a Verona la tradizione di vicinanza e solidarietà dei carabinieri verso i bambini ricoverati negli ospedali del territorio, in occasione della festività dell’Epifania. Un appuntamento ormai consolidato che unisce il valore simbolico della festa a un gesto concreto di attenzione verso i più piccoli e le loro famiglie, in un momento spesso delicato come quello della degenza ospedaliera.

L’iniziativa è stata promossa dal Comando provinciale dei carabinieri di Verona, alla presenza del comandante provinciale, colonnello Claudio Papagno, che ha guidato personalmente la giornata all’insegna dell’incontro e della condivisione. Un segnale forte di prossimità istituzionale, che sottolinea il ruolo dell’Arma non solo come presidio di sicurezza, ma anche come punto di riferimento umano e sociale per la comunità.

Ad aprire l’evento è stato l’arrivo simbolico della “gazzella” dei carabinieri, che ha scortato la Befana nei due principali plessi ospedalieri coinvolti. La prima tappa si è svolta presso l’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, seguita dalla visita all’ospedale della Mamma e del Bambino dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Borgo Trento. L’arrivo dei mezzi dell’Arma e della Befana ha attirato l’attenzione e suscitato stupore e curiosità non solo tra i piccoli pazienti, ma anche tra il personale sanitario e i cittadini presenti.

Nel corso delle visite, la Befana dei carabinieri ha fatto tappa nei reparti pediatrici, portando sorrisi e momenti di leggerezza ai bambini ricoverati. A Negrar e a Borgo Trento, la delegazione dell’Arma ha incontrato i piccoli degenti e i loro genitori, intrattenendosi con loro e condividendo parole di incoraggiamento. Particolare attenzione è stata riservata anche a reparti delicati come l’Emato-oncologia pediatrica, la Neurochirurgia pediatrica e la Neuropsichiatria infantile, dove il valore umano dell’iniziativa assume un significato ancora più profondo.

Ad accogliere il comandante provinciale e i rappresentanti dell’Arma sono stati numerosi dirigenti e responsabili sanitari. Tra questi, Giorgio Piacentini, direttore della Pediatria del plesso C, Francesca D’Arra, direttore della Neuropsichiatria infantile, e Gedovar Nazzari, presidente dell’IRCCS ospedale Sacro Cuore Don Calabria. Presenti anche Davide Brunelli, vice direttore sanitario, e Giorgio Zavarise, pediatra, a testimonianza della collaborazione e della sintonia tra istituzioni civili, sanitarie e forze dell’ordine.

Accanto al colonnello Papagno, hanno partecipato all’iniziativa anche i comandanti delle Compagnie di Caprino e Verona, rispettivamente capitano Lucrezia Limodio e tenente Alessandro Raganato, insieme ai comandanti delle Stazioni di Negrar e Parona Valpolicella. Una presenza corale che ha rafforzato il messaggio di unità e attenzione verso il territorio.

A dare ulteriore valore simbolico alla giornata è stata la partecipazione del vescovo di Verona, monsignor Domenico Pompili, che ha preso parte alla consegna dei doni. La sua presenza ha sottolineato l’importanza del gesto come momento di condivisione e speranza, capace di andare oltre l’aspetto festivo per toccare dimensioni più profonde di vicinanza e conforto.

Tra i regali distribuiti ai bambini, giochi educativi e materiale didattico, come penne, matite, quaderni e diari personalizzati con il logo dell’Arma dei carabinieri. Doni semplici ma pensati per accompagnare i ragazzi durante la degenza e, in molti casi, anche nel ritorno alla quotidianità scolastica. Oggetti che sono stati accolti con entusiasmo dai bambini di tutte le età, trasformando per qualche ora l’ospedale in un luogo di festa.

L’iniziativa dell’Epifania conferma così l’impegno costante dei carabinieri di Verona nel coltivare un rapporto diretto con la cittadinanza, soprattutto nei contesti più fragili. Un gesto che, anno dopo anno, si rinnova e si rafforza, dimostrando come la presenza dell’Arma possa tradursi anche in attenzione, ascolto e solidarietà concreta verso i più piccoli.

Redazione

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