Palazzo Maffei Casa Museo di Verona si arricchisce di un’opera straordinaria. Tra le novità più rilevanti del 2026 spicca l’ingresso nel percorso museale de Il sogno del melograno, celebre dipinto del 1912 firmato da Felice Casorati, protagonista della scena artistica italiana del primo Novecento. L’opera, esposta raramente e considerata uno dei vertici del simbolismo italiano, rappresenta un tassello fondamentale per comprendere l’evoluzione artistica e poetica del pittore piemontese, che proprio a Verona visse una fase cruciale della sua carriera.
La tela è oggi il fulcro della rinnovata “Sala Casorati” al secondo piano di Palazzo Maffei, accanto ad altri due capolavori già presenti nella Collezione Carlon: Vaso con papaveri e margherite (1913) e Le piantine (1921). Un nucleo che permette di ripercorrere il passaggio dall’estetica simbolista al Realismo Magico, restituendo al visitatore un ritratto profondo e sfaccettato di uno dei grandi protagonisti dell’arte italiana del XX secolo.
Un’opera onirica tra mito, natura e simbolismo
Il sogno del melograno fu presentato alla Prima Esposizione Internazionale d’Arte della Secessione di Roma nel 1913, dopo essere stato realizzato l’anno precedente. La tela raffigura una giovane donna addormentata su un prato fiorito, figura che evoca la Persefone di dannunziana memoria, immersa in un’atmosfera sospesa tra il reale e il mitico.
Il dipinto è carico di riferimenti simbolici: il colchico, l’uva e soprattutto la melagrana rimandano ai temi della ciclicità della vita, della morte e del ritorno, tra suggestioni mitologiche e spirituali. Casorati stesso, in una lettera del 1913, scrive: “Non dipingo più che le immagini che vedo nei sogni… le allucinazioni… vorrei aver sempre la febbre alta e delirare!”. Una dichiarazione poetica che riassume la visione mistica e visionaria dell’artista in quegli anni.
L’influenza di Gustav Klimt, esplosa in Italia con la Biennale di Venezia del 1910, è evidente nella raffinatezza decorativa e nella tensione simbolista dell’opera. Ma Casorati, pur accogliendo gli stimoli della Secessione viennese, rinnova la lezione klimtiana con una sensibilità personale, che guarda anche ai Preraffaelliti e alla pittura rinascimentale italiana, in particolare a Botticelli.
La Sala Casorati: un percorso visivo tra stili e poetiche
Il riallestimento delle sale di Palazzo Maffei valorizza ulteriormente la figura di Felice Casorati come artista poliedrico, capace di spaziare tra pittura, incisione, scenografia e design. La nuova sezione espositiva dedicata all’artista ospita tre opere chiave:
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Il sogno del melograno (1912): simbolismo, onirismo e tensione narrativa.
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Vaso con papaveri e margherite (1913): una tempera decorativa che oscilla tra atmosfere liberty e simboliste.
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Le piantine (1921): la svolta verso il Realismo Magico, con una natura morta in cui pittura e scultura dialogano in modo innovativo, illuminata da una luce inedita.
La scelta di riunire queste opere nella stessa sala permette un confronto diretto tra fasi differenti, evidenziando la trasformazione stilistica e concettuale che segna la carriera di Casorati. In particolare, la dimensione veronese del suo percorso, vissuta tra il 1911 e il 1915, risulta centrale nella comprensione del suo linguaggio visivo.
Palazzo Maffei: un museo in continua evoluzione
La Collezione Carlon, con oltre 750 opere che attraversano 4000 anni di arte e cultura, si arricchisce continuamente di nuovi innesti, capaci di rinnovare il percorso espositivo e stimolare dialoghi inediti tra le opere. Tra i protagonisti della raccolta figurano nomi del calibro di Hayez, Dürer, Boccioni, Klee, Picasso, Melotti e Licini, insieme a importanti reperti egizi e straordinari esempi di ceramica del Novecento.
L’integrazione di nuovi capolavori – come l’arrivo del dipinto simbolista di Casorati – non solo amplia la collezione, ma conferma la vocazione del museo come spazio dinamico, in grado di proporre nuove narrazioni e riflessioni sul patrimonio artistico. Palazzo Maffei si conferma così una delle realtà culturali più interessanti del panorama italiano contemporaneo.
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