Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia e presidente della Fondazione La Fenice, torna a parlare della nomina di Beatrice Venezi a nuova direttrice musicale, ribadendo la volontà di trovare un punto d’incontro con l’orchestra. La proposta rilanciata è quella di una trasferta “in campo neutro”, un’occasione per testare la possibile collaborazione tra la giovane direttrice e i professori d’orchestra della Fenice.
“Credo che sia giusto darle una possibilità” ha affermato Brugnaro poco prima dell’inizio della 23ª edizione del Concerto di Capodanno, sottolineando la volontà di superare i contrasti e creare un momento di confronto costruttivo. “Non voglio provocare, voglio trovare la pace” ha aggiunto, lanciando un appello al dialogo tra tutte le parti coinvolte.
Dissenso silenzioso dell’orchestra: spilletta con chiave di violino
Durante il Concerto di Capodanno, diretto quest’anno da Michele Mariotti, orchestra e coro hanno scelto di esprimere il proprio dissenso in forma pacifica, evitando qualsiasi forma di boicottaggio diretto. Come annunciato, i musicisti hanno indossato una spilletta dorata raffigurante una chiave di violino, simbolo della protesta nei confronti della scelta della direzione artistica.
Anche il maestro Mariotti ha aderito, indossando la spilla in segno di solidarietà con il personale e di rispetto per le rivendicazioni delle maestranze. Un gesto silenzioso ma visibile, che ha accompagnato una performance impeccabile, conclusa con i grandi classici del melodramma italiano: “Va’ Pensiero” e “Libiam nei lieti calici”, interpretati da Rosa Feola e Jonathan Tetelman, con le coreografie danzate da Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel.
Apertura sul welfare aziendale: possibile sblocco a gennaio
Oltre alla questione artistica, sul tavolo resta il nodo del welfare aziendale, bloccato nei mesi scorsi in concomitanza con le proteste del personale per la nomina di Venezi. La decisione è stata letta da molti lavoratori come una misura punitiva, ma Brugnaro ha dichiarato l’intenzione di sbloccare i fondi già nel mese di gennaio.
“Non ho mai avuto certezza dei conti, per questo ho dovuto fermare il welfare” ha spiegato il sindaco, che ha anche ricordato come il sistema di welfare fosse stato introdotto proprio da lui nel 2019. Il recente successo del Concerto di Capodanno – anche in termini di incassi – sembrerebbe ora dare maggiore sicurezza economica alla Fondazione.
“Quattro concerti possono fare la differenza” ha dichiarato Brugnaro, precisando che non serve attendere il consuntivo per valutare la sostenibilità della misura. “Se l’ho creato io, ho anche il piacere di ripristinarlo” ha concluso, promettendo continuità a un sistema che rappresenta un valore per i lavoratori e per la città.
Il futuro alla Fenice tra diplomazia e visione
La proposta di una prova sul campo con Beatrice Venezi rappresenta un tentativo concreto di mediazione in una situazione ancora tesa. Brugnaro ha auspicato un confronto aperto, senza “protagonismi” e nel rispetto delle posizioni di tutti: “Credo nei giovani, ma capisco anche chi è più conservatore” ha detto, cercando di smorzare i toni del dibattito che nelle scorse settimane ha polarizzato l’ambiente musicale veneziano.
Il futuro della direzione musicale alla Fenice resta ancora da definire, ma il segnale lanciato nel giorno del Concerto di Capodanno è chiaro: si punta al dialogo per ricostruire la fiducia tra amministrazione, direzione artistica e corpo orchestrale. Una partita delicata che si gioca tanto sul piano artistico quanto su quello umano e sindacale.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.