Verona si prepara ad accogliere nuovamente il Tumulto Pride. L’edizione 2026 della manifestazione è stata ufficialmente annunciata: si svolgerà sabato 27 giugno, confermando la volontà della Rete Verona Rainbow di dare continuità al percorso intrapreso con la prima edizione del 2025. La data non è casuale: si colloca simbolicamente a ridosso dell’anniversario dei moti di Stonewall (28 giugno 1969), evento chiave nella storia del movimento per i diritti delle persone LGBTQIA+.
Una mobilitazione che nasce dal basso
Il Pride veronese, sin dalla sua nascita, ha scelto di presentarsi come una forma di attivismo partecipato e non mediato, distante dalle logiche istituzionali e costruito attraverso il contributo diretto di gruppi, singoli e collettivi. L’esperienza del 2025 – descritta dagli organizzatori come «partecipata, determinata e visibile» – ha posto le basi per un secondo appuntamento che vuole rilanciare con forza le istanze legate ai diritti, alla libertà e alla dignità delle persone LGBTQIA+, in un contesto politico nazionale considerato da molti esponenti della comunità segnato da tensioni sociali e regressioni legislative.
Tumulto Pride 2026 si preannuncia quindi non solo come un evento celebrativo, ma come un’azione politica collettiva, con un’impronta dichiaratamente intersezionale, attenta cioè alla connessione tra diverse forme di discriminazione e oppressione. Il percorso verso la manifestazione prenderà forma nei prossimi mesi con una serie di assemblee pubbliche e momenti di confronto aperti alla cittadinanza, come già accaduto nella fase preparatoria dell’edizione precedente.
Bilancio 2025: avanzo devoluto in solidarietà
La Rete Verona Rainbow ha anche reso noto il bilancio economico dell’edizione 2025, che si è conclusa con un avanzo di 2.750 euro, ottenuto grazie a vendite di gadget, distribuzione di bevande lungo il corteo e iniziative collegate. Tutto il ricavato è stato donato all’associazione Gazzella Onlus, impegnata nell’assistenza e riabilitazione di bambini palestinesi. Una scelta che sottolinea l’approccio solidale e politico dell’organizzazione, che lega la rivendicazione dei diritti locali a un’idea di giustizia globale.
Un Pride politico, radicale e collettivo
Tumulto Pride si propone come una manifestazione lontana dai canoni più commerciali di altri Pride italiani, e afferma un’identità autonoma, politica e radicale. Gli organizzatori rivendicano l’importanza di un attivismo visibile, autogestito e non mediato, che parta dalla base e si opponga a ogni forma di discriminazione strutturale. Il termine “tumulto” richiama la necessità di rompere il silenzio, di disturbare l’ordine per far emergere le voci di chi viene spesso marginalizzato.
Con l’edizione 2026, Verona si conferma centro attivo di una nuova stagione dell’attivismo LGBTQIA+, capace di coniugare memoria storica, lotta per i diritti e impegno concreto.
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