Da mercoledì 17 dicembre sono tornate in vigore a Verona le “zone rosse”, aree della città sottoposte a controlli intensificati e misure straordinarie per la sicurezza urbana. Il provvedimento, che resterà attivo fino al 15 aprile 2026, riguarda la Stazione di Porta Nuova, Pradaval e, per la prima volta, via dei Mutilati. L’iniziativa è stata adottata a seguito delle segnalazioni inviate dalle forze dell’ordine al Prefetto, che hanno evidenziato un aumento delle situazioni di degrado e microcriminalità in questi punti strategici del centro cittadino.
L’obiettivo è garantire maggiore sicurezza in zone particolarmente esposte a fenomeni di illegalità diffusa, come spaccio, aggressioni, bivacchi e comportamenti molesti. L’istituzione delle “zone rosse” consente l’applicazione di specifici strumenti di prevenzione previsti dal decreto Minniti, tra cui il divieto di accesso o stazionamento per soggetti ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico, già sperimentati in passato con risultati positivi.
La novità del nuovo provvedimento riguarda via dei Mutilati, finora non inclusa in questi dispositivi ma recentemente finita sotto osservazione. Qui, secondo gli ultimi rilievi, si sarebbe verificato un aumento significativo di episodi di disturbo e reati predatori, rendendo necessaria un’azione mirata. Le forze di polizia intensificheranno dunque i controlli dinamici e i presìdi fissi, in particolare nelle ore serali e notturne, per scoraggiare comportamenti devianti e aumentare la percezione di sicurezza tra cittadini e turisti.
Restano invece escluse Veronetta e altre aree per cui si era ipotizzato un inserimento, anche a fronte di raccolte firme e richieste da parte dei residenti. In quel caso, i dati più recenti forniti dalle forze dell’ordine indicano un miglioramento del quadro generale, oltre a evidenziare le difficoltà operative dovute alla presenza di numerosi cantieri aperti, che renderebbero complicata l’applicazione delle misure restrittive previste dal regolamento.
Le “zone rosse” rappresentano una risposta concreta a fenomeni urbani complessi che richiedono strumenti flessibili e coordinati tra Comune, Prefettura e forze dell’ordine. L’estensione temporale fino ad aprile 2026 consente una valutazione a medio termine dell’efficacia del provvedimento, con possibilità di proroga o rimodulazione in base all’andamento dei dati sulla criminalità.
Le aree coinvolte saranno oggetto anche di iniziative di riqualificazione urbana e interventi di prevenzione sociale, per affiancare l’approccio repressivo a una strategia più ampia di contrasto al degrado. I cittadini possono segnalare situazioni critiche attraverso i canali ufficiali del Comune e della Polizia Locale, contribuendo così attivamente alla sicurezza del territorio.
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