Una truffa costruita sul timore di un attacco hacker: è con questo stratagemma che un uomo di 39 anni, di origine moldava, sarebbe riuscito a convincere una donna residente a Genova a consegnargli complessivamente 22mila euro in contanti. L’indagato è stato rintracciato e arrestato a Verona dopo mesi di accertamenti condotti dalla polizia.
Come è stata ingannata la vittima
Secondo la ricostruzione della squadra mobile, la donna era stata contattata telefonicamente da una finta agente, che le aveva parlato di un presunto imminente attacco informatico proveniente dall’Est Europa.
Le era stato riferito che il suo conto corrente fosse a rischio e che per evitare il furto dei risparmi fosse necessario spostare subito il denaro su un “conto protetto”.
Ingannata dalla messinscena, la vittima ha consegnato il denaro in due differenti appuntamenti, credendo di affidarlo a veri dipendenti di banca.
La denuncia e l’inizio delle indagini
Quando la donna ha compreso di essere stata truffata, si è rivolta alla polizia presentando denuncia. Da quel momento sono scattate indagini mirate sui tabulati telefonici, insieme all’analisi delle celle agganciate dai dispositivi utilizzati per contattarla.
Grazie ai riscontri tecnici, gli agenti sono riusciti a individuare l’uomo che materialmente avrebbe ritirato il denaro, ricostruendo i suoi spostamenti e la rete di contatti.
L’arresto a Verona
Il 39enne è stato infine localizzato a Verona, dove gli investigatori lo hanno raggiunto e fermato. L’arresto arriva al termine di un’attività investigativa che ha permesso di collegare l’indagato ai prelievi del denaro e all’intero schema fraudolento messo in atto per raggirare la vittima. La polizia prosegue ora con ulteriori approfondimenti per verificare eventuali collegamenti con altre truffe simili.
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