Stagione sinfonica 2025 di Fondazione Arena: un finale di scoperta e innovazione

Doppio appuntamento per l’ultimo concerto della stagione, con un focus sulle rarità musicali e la nuova musica contemporanea

Fondazione Arena

La Stagione sinfonica 2025 di Fondazione Arena si avvia alla conclusione con un doppio concerto – venerdì 5 dicembre alle 20 e sabato 6 alle 17 – che segna il culmine dell’edizione di quest’anno, focalizzandosi su pagine poco frequentate, riscoprendo tesori nascosti e proponendo novità assolute. Protagonisti saranno principalmente gli strumenti a fiato, accompagnati da un organico di archi e percussioni ridotto per mettere in luce le esperimentazioni timbriche del primo Novecento.

La musica di Poulenc e Strauss: un viaggio tra rare composizioni e introspezione

La prima parte del concerto presenterà Aubade di Francis Poulenc, un “concerto coreografico” scritto nel 1929 su richiesta di Jean Cocteau. Questo brano, concepito originariamente per un balletto ispirato al mito di Diana e Atteone, offre una visione unica della figura della dea, rappresentata più nella sua solitudine interiore che nel suo ruolo mitologico. La partitura, per pianoforte e 18 strumenti, alterna slanci neoclassici e momenti di introspezione delicata.

A seguire, il pubblico ascolterà una rarità: la Sonatina per 16 strumenti a fiato di Richard Strauss, composta nel 1943. Questo brano, scritto quando Strauss aveva superato gli ottant’anni, porta il sottotitolo “dallo studio di un invalido” e riflette una riflessione sul senso di estraneità del compositore rispetto al turbolento contesto europeo della Seconda Guerra Mondiale. Con la sua seconda Sonatina, la composizione rappresenta un rifugio poetico nel mondo della Harmoniemusik settecentesca, una resistenza alla violenza della storia.

I protagonisti della serata

A dirigere l’Orchestra della Fondazione Arena sarà Enrico Fagone, attuale Associate Conductor del Teatro Grattacielo di New York, noto per la sua eccellenza come contrabbassista e per il suo impegno con il repertorio contemporaneo. La sua presenza sottolinea l’attenzione di Fondazione Arena per direttori capaci di affrontare programmi non convenzionali.

Il pianoforte avrà un ruolo centrale, grazie a Orazio Sciortino, recentemente nominato Compositore dell’Anno 2024 agli International Classical Music Awards. Sciortino, apprezzato anche per le proprie composizioni, sarà protagonista non solo del concerto di Poulenc, ma anche della prima esecuzione assoluta di Sentieri della memoria, una nuova pagina sinfonica con suggestioni autobiografiche, commissionata da Fondazione Arena.

Un finale di stagione all’insegna della scoperta e della ricerca musicale

Concludendo la stagione con una serata che unisce scoperta, ricerca e nuova musica, Fondazione Arena conferma il suo ruolo di laboratorio culturale, aperto alla sperimentazione e attento alle voci più originali del repertorio moderno e contemporaneo.

Redazione

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