Un dizionario digitale per salvare il Cimbro dall’oblio. A partire da venerdì 5 dicembre è consultabile online il primo vocabolario “Tautsch-Italiano Italiano-Tautsch”, dedicato alla lingua antica della Lessinia, tuttora parlata nella frazione di Giazza, nel Comune di Selva di Progno. Il progetto è stato realizzato dall’associazione Tzimbar, nata con l’obiettivo di documentare, preservare e diffondere una lingua che affonda le radici nel XIII secolo, quando popolazioni di origine germanica si stabilirono sull’altopiano.
Il dizionario contiene 2.000 lemmi, parte di un patrimonio stimato di circa 6.000 vocaboli, ed è accessibile a chiunque tramite il sito web www.tautsch.it. Si tratta di un’opera dinamica, destinata ad arricchirsi nel tempo con registrazioni audio, esempi di pronuncia e frasi d’uso, il tutto frutto di un lavoro congiunto tra madrelingua locali, linguisti e volontari.
Una lingua da salvare
Il Cimbro è oggi considerato una lingua a rischio estinzione, parlata fluentemente solo da un numero ridottissimo di persone, quasi tutte residenti a Giazza. Il dizionario digitale nasce come strumento di resistenza linguistica, ma anche come opportunità per studiosi, appassionati e nuove generazioni di entrare in contatto con una cultura profonda e radicata.
Il progetto non è solo una raccolta di parole, ma una vera e propria operazione culturale, che intende restituire dignità e visibilità a un idioma che racconta secoli di storia, migrazioni e convivenze. Grazie al supporto scientifico dell’Università di Verona e al contributo di 21 soci fondatori, l’associazione Tzimbar ha potuto mappare in modo sistematico la lingua, raccogliendo anche decine di ore di registrazioni in alta qualità.
La presentazione ufficiale a Giazza
Il lancio del dizionario è stato accompagnato da due giornate di eventi. Venerdì 5 dicembre si è tenuto un convegno a Verona presso la sede universitaria di Lungadige Porta Vittoria, mentre sabato 6 dicembre l’attenzione si è spostata a Giazza, dove nella sala civica si è svolta la presentazione ufficiale con i principali curatori del progetto.
Durante l’incontro sono stati illustrati gli obiettivi futuri dell’associazione Tzimbar, tra cui corsi di lingua, attività di ricerca, progetti di traduzione e iniziative di promozione del Cimbro anche al di fuori della Lessinia. È intervenuta anche la piattaforma AlpiLink, che si occupa della documentazione dei dialetti e delle lingue minoritarie alpine.
Nel pomeriggio, la giornata è proseguita con una passeggiata linguistica per le vie di Giazza, guidata dalla studiosa Antonia Stringher, tra aneddoti e testimonianze, a dimostrazione che il Cimbro non è solo una lingua del passato, ma un elemento vivo del tessuto locale.
Tecnologia al servizio della memoria
Il sito www.tautsch.it è stato realizzato sotto la supervisione dell’ingegnere e linguista Carlo Zoli, che ha messo a disposizione la propria esperienza per garantire una struttura solida e funzionale, già adottata in altri progetti legati alle minoranze linguistiche. I criteri di inserimento dei vocaboli tengono conto della complessità della lingua, delle sue variazioni ortografiche storiche e della ricchezza fonetica, difficilmente riproducibile con la sola scrittura.
La digitalizzazione del vocabolario rappresenta un passo fondamentale per la tutela e la diffusione del Tautsch, permettendo non solo la conservazione dei vocaboli, ma anche la possibilità di apprendere la lingua attraverso una fruizione intuitiva e moderna.
La missione dell’associazione Tzimbar
Alla guida di Tzimbar c’è Nicolò Boniolo, 35 anni, tra i promotori del progetto, che si definisce «aspirante parlante», cresciuto con il Cimbro nel cuore grazie al nonno originario di Giazza. L’associazione si è costituita con l’intento di dare nuova vita alla lingua, coinvolgendo attivamente la comunità locale, in particolare gli ultimi madrelingua, considerati una risorsa preziosa per la trasmissione orale.
«Il nostro obiettivo è duplice: salvaguardare un patrimonio linguistico unico e rendere il Cimbro accessibile e comprensibile anche a chi non lo conosce», spiega Boniolo. Il dizionario, spiega, è solo il primo tassello di un percorso più ampio, che punta a inserire il Tautsch nei circuiti dell’insegnamento, del turismo culturale e della ricerca linguistica.
Il sostegno dell’università, delle istituzioni locali e dei cittadini è stato fondamentale per avviare questa operazione, che si configura non solo come tutela del passato, ma anche come investimento culturale per il futuro della Lessinia e della sua identità.
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