Verona celebra il patrimonio Unesco: riapre la Torre di San Zeno con un nuovo percorso museale

Dopo decenni di chiusura, il restauro della torre abbaziale apre a visite guidate e iniziative culturali. Il Comune lavora su tutela, canoni equi e rigenerazione urbana

A 25 anni dall’ingresso di Verona nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, la città celebra l’anniversario con un grande ritorno: la riapertura al pubblico della Torre abbaziale di San Zeno, uno dei simboli della Verona fortificata. Chiusa da decenni, la torre verrà restituita alla cittadinanza nel 2026 con un percorso museale e visite guidate, in seguito al completamento degli interventi di restauro e adeguamento sismico.

L’annuncio è stato dato durante una giornata di studi promossa dal Comune di Verona e da Destination Verona & Garda Foundation, dedicata alla valorizzazione della città storica, al futuro dei beni culturali e alla revisione del Pat (Piano di assetto del territorio). L’evento, ospitato nel contesto dei 770 ettari del centro storico racchiusi dalle mura magistrali, ha riunito amministratori, studiosi e rappresentanti istituzionali per discutere di strategie, conservazione e innovazione nella gestione urbana.

Restauro e futuro della Torre di San Zeno

Il restauro della Torre di San Zeno è costato oltre 1,6 milioni di euro, suddivisi tra risorse della parrocchia (850mila euro) e fondi Pnrr per l’adeguamento sismico (800mila euro). L’intervento ha interessato le facciate esterne e ha reso possibile la futura apertura della torre, trasformata in un luogo di visita e narrazione storica. Il progetto prevede anche la pubblicazione, entro fine anno, di un volume dedicato alla storia dell’edificio, frutto della collaborazione tra Università, Diocesi e Soprintendenza.

Cristiana Beghini, responsabile dell’Ufficio diocesano per i beni culturali, ha sottolineato come l’iniziativa sia parte di un più ampio programma di valorizzazione del patrimonio ecclesiastico e urbano, pensato per coniugare accessibilità, tutela e partecipazione culturale.

Un patrimonio vivo, tra tutela e rigenerazione

La riapertura della torre si inserisce in un contesto più ampio, quello della revisione del Pat, strumento centrale per guidare la gestione sostenibile del centro storico e dei suoi monumenti. Secondo il soprintendente Andrea Rosignoli, è fondamentale che il piano tenga conto delle caratteristiche specifiche dei beni culturali, utilizzando i vincoli non come limiti, ma come strumenti di conoscenza e pianificazione per il futuro.

L’intervento di Magdalena Landry, direttrice dell’Ufficio regionale Unesco, ha ribadito l’eccezionalità di Verona come città fortificata europea, lodando l’approccio integrato tra memoria storica e innovazione urbana.

Contro la desertificazione: canoni equi per il commercio locale

Durante la giornata è stato affrontato anche il tema della desertificazione commerciale nei quartieri storici, con l’assessora alla Cultura Marta Ugolini che ha rilanciato l’ipotesi di canoni agevolati per i negozi di prossimità, in particolare quelli che offrono servizi essenziali al tessuto urbano. L’obiettivo è sostenere l’economia locale, in difficoltà a causa dell’alto costo degli affitti, e mantenere viva la rete commerciale nei centri cittadini.

Un anniversario che guarda avanti

La giornata si è aperta con i saluti del sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi e del sindaco Damiano Tommasi, e ha visto l’intervento di numerosi ospiti istituzionali, tra cui Mariassunta Peci del Ministero della Cultura e l’ex sindaca Michela Sironi Mariotti, protagonista nel percorso che nel 2000 ha portato Verona a essere riconosciuta patrimonio dell’umanità.

Redazione

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