Il Veneto torna alle urne domenica e lunedì per eleggere il nuovo presidente della Regione e rinnovare i 50 membri del Consiglio regionale. Una consultazione elettorale che coinvolgerà 4.296.562 cittadini, chiamati a decidere il futuro politico della Regione dopo i tre mandati consecutivi di Luca Zaia, presidente uscente dal 2010.
Cinque i candidati in corsa per la presidenza. Il centrodestra si presenta unito a sostegno di Alberto Stefani, appoggiato da Lega (con la lista “Stefani Presidente”), Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc, Noi Moderati-Civici per Stefani e Liga Veneta Repubblica. Il centrosinistra, invece, converge su Giovanni Manildo, sostenuto da Pd, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, Rifondazione, Volt e una serie di liste civiche.
Completano il quadro Riccardo Szumski con la lista Resistere Veneto, Marco Rizzo per Democrazia Sovrana Popolare e Fabio Bui con Popolari per il Veneto.
I numeri delle precedenti elezioni
L’ultimo appuntamento con le regionali risale al 20 settembre 2020, quando Luca Zaia ottenne un consenso plebiscitario con 1.883.960 voti, pari al 76,79%, superando di oltre 60 punti Arturo Lorenzoni, candidato del centrosinistra, che si fermò al 15,72% (385.768 voti). L’affluenza fu del 61,15%, con 2.522.920 votanti su 4.126.114 aventi diritto.
Distribuzione degli elettori: Treviso prima per popolazione
Le sette province del Veneto presentano una distribuzione omogenea degli elettori, con alcune differenze significative:
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Treviso è la provincia con il maggior numero di aventi diritto al voto: 829.729, pari al 19,31% del totale regionale.
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Seguono Padova (793.878; 18,48%) e Vicenza (774.128; 18,02%).
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Appena sotto, Verona con 761.541 (17,72%) e Venezia con 714.390 (16,63%).
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Le province meno popolose restano Belluno (217.750; 5,07%) e Rovigo (205.146; 4,77%).
Focus sugli elettori: giovani e residenti all’estero
Il 5,87% degli elettori veneti – pari a 252.238 cittadini – vota per la prima volta in un’elezione regionale. Di questi, 22.076 sono neodiciottenni che si recano per la prima volta assoluta alle urne. Una fetta importante del corpo elettorale che potrebbe influenzare gli equilibri, soprattutto nelle province più popolose.
Per quanto riguarda la componente femminile, le donne rappresentano il 50,9% dell’elettorato regionale, con una lieve prevalenza in province come Venezia (51,34%), Padova (51,07%) e Rovigo (51,02%).
Un dato sempre più rilevante è quello degli elettori residenti all’estero, iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), che ammontano a circa 524.000 persone, oltre il 12% dell’elettorato veneto. In dieci anni, il loro numero è aumentato di oltre 200.000 unità, segnalando una tendenza in costante crescita che potrebbe avere un peso non trascurabile sull’esito del voto.
Uno scenario politico aperto
Dopo tre mandati del governatore uscente, le elezioni 2025 potrebbero rappresentare un punto di svolta o una conferma di continuità politica. Il centrodestra si presenta con una candidatura forte e coesa, mentre il centrosinistra cerca di ricompattarsi attorno a una proposta politica alternativa. Gli outsider puntano invece a intercettare il voto di protesta o quello legato a progetti civici e autonomisti, in una regione tradizionalmente orientata al pragmatismo amministrativo.
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