Oltre 700 persone hanno riempito lo Show Time Arena del Palariso, a Isola della Scala, per partecipare all’incontro con Gino Cecchettin, padre di Giulia Cecchettin, la giovane uccisa due anni fa a Fossò per mano dell’ex fidanzato Filippo Turetta. L’appuntamento, parte del programma del Taste of Earth, si è svolto all’indomani del secondo anniversario della tragedia, trasformandosi in un momento di profonda riflessione collettiva.
Dal dolore alla testimonianza, per un cambiamento reale
La figura di Gino Cecchettin è divenuta, nel tempo, simbolo di resilienza e di impegno civile. Durante l’incontro, intervistato dalla dottoressa Franca Consorte, Cecchettin ha condiviso il proprio percorso umano, raccontando come il dolore per la perdita della figlia si sia trasformato in un impulso alla consapevolezza e alla mobilitazione sociale.
Il suo intervento ha toccato temi centrali come il rispetto, la responsabilità e la necessità di un profondo cambiamento culturale, partendo dall’educazione e dal linguaggio quotidiano. Un invito a superare l’indifferenza e a contrastare ogni forma di violenza di genere, non solo con leggi, ma anche con nuovi modelli relazionali.
Una comunità unita nel ricordo e nell’impegno
L’iniziativa è stata organizzata dall’assessorato ai Servizi sociali e dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Isola della Scala, in collaborazione con l’Ente Fiera Isola della Scala e con il patrocinio della Provincia di Verona. L’incontro ha goduto anche del sostegno del Lions Club, a testimonianza di una rete civica attenta e attiva sul territorio.
La partecipazione numerosa e attenta del pubblico ha evidenziato quanto sia forte il bisogno di confronto e riflessione su temi così delicati, e quanto sia importante continuare a dare spazio a testimonianze autentiche, capaci di generare consapevolezza, soprattutto tra le nuove generazioni.
L’impatto culturale di un dialogo necessario
L’appuntamento con Gino Cecchettin si è rivelato un momento di altissimo valore umano e culturale. Le sue parole hanno acceso l’attenzione su una realtà spesso sommersa, stimolando una presa di coscienza collettiva e offrendo una narrazione alternativa alla violenza, fondata su coraggio, rispetto e speranza.
Nel ricordare Giulia, Cecchettin ha sottolineato che il cambiamento parte dal quotidiano, dai gesti, dalle parole, dalle relazioni, affinché nessun’altra donna debba pagare con la vita il prezzo dell’amore malato o del possesso.
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