In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, il Comune di Verona e la scuola media Isolina Canuti uniscono le forze per trasformare la memoria in impegno civile. Martedì 25 novembre, alle ore 21, il Teatro Camploy ospiterà lo spettacolo “Isolina e le altre”, un atto teatrale di denuncia e riflessione sul tema della violenza di genere, messo in scena da alunne e alunni della scuola intitolata proprio alla giovane veronese.
Lo spettacolo, diretto da Andrea Castelletti, regista del Teatro Modus e attivo nei laboratori scolastici, nasce dall’omonimo libro di Dacia Maraini, che ha ricostruito la vicenda di Isolina Canuti, ragazza brutalmente uccisa nel 1900 e vittima di un caso giudiziario irrisolto e insabbiato.
La tragica storia di Isolina Canuti
Isolina Canuti, orfana di madre e figlia di un impiegato, frequentava Carlo Trivulzio, giovane tenente degli Alpini di nobile famiglia, che la mise incinta senza assumersi la responsabilità di una relazione. La costrinse ad abortire, e durante l’intervento, praticato in una trattoria frequentata da ufficiali, morì soffocata tra atroci sofferenze. Il suo corpo fu poi fatto a pezzi e gettato nell’Adige.
Nonostante le evidenze e il sospetto diretto sul tenente Trivulzio, nessuno fu mai condannato. L’indagine, pur ricca di testimonianze decisive – come quella del cameriere Coronato Visco Gilardi, che vide gettare un sacco nel fiume – venne ostacolata. L’amica Emma Poli, potenziale testimone chiave, morì avvelenata in circostanze mai chiarite.
Il processo si chiuse con l’assoluzione di Trivulzio, mentre chi denunciava l’ingiustizia, come il deputato socialista Mario Todeschini, pagava con la condanna per diffamazione e quasi due anni di prigione. Il caso venne messo a tacere e la memoria di Isolina rimossa dalla narrazione pubblica.
Teatro civile e partecipato: la voce delle nuove generazioni
Lo spettacolo, curato nella drammaturgia dalla professoressa Elena Benvenuti, è frutto di un percorso formativo che ha coinvolto i ragazzi non solo come attori, ma come portatori attivi di memoria e consapevolezza. La rappresentazione non intende solo rievocare un fatto storico, ma collegarlo ai temi attuali della violenza di genere, della giustizia negata e della responsabilità collettiva.
Promosso dal Comune di Verona nell’ambito della rassegna “25 novembre. Riguarda anche te”, l’evento ha anche il sostegno dell’associazione veronese “Isolina e le altre”, presieduta da Marisa Mazzi, che da anni lavora per mantenere viva la memoria della giovane vittima e delle tante donne senza voce.
Un segnale forte: cultura, memoria e giustizia
Dalla sala civica di Quinzano, dove lo spettacolo è stato presentato per la prima volta, al palcoscenico del Camploy, il progetto cresce di significato: la cultura si fa strumento di lotta contro la violenza e spazio di confronto intergenerazionale. Gli studenti, con le loro voci e i loro corpi, riducono la distanza tra passato e presente, ponendo interrogativi urgenti su giustizia, potere e memoria.
L’evento dimostra come la scuola possa diventare luogo di impegno civile, e il teatro mezzo efficace per trasmettere valori, denunciare ingiustizie e promuovere una cultura del rispetto.
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