A Verona oltre 120 mila visitatori per la mostra sulla Resistenza

Successo per “Fascismo Resistenza Libertà. Verona 1943–1945”: arte, storia e impegno civile riempiono Castelvecchio

Museo di Castelvecchio

Si è conclusa al Museo di Castelvecchio l’esposizione “Fascismo Resistenza Libertà. Verona 1943–1945”, una delle iniziative culturali più rilevanti degli ultimi anni per la città scaligera. Con oltre 124.000 visitatori, tra cui più di 200 gruppi scolastici e centinaia di visite guidate, la mostra ha saputo raccontare in chiave storica e visiva il passaggio cruciale dell’Italia dal fascismo alla libertà democratica, tra il 1943 e il 1945.

Promossa dal Comune di Verona, in collaborazione con l’Istituto Veronese per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, l’iniziativa ha ricevuto il riconoscimento del ministero della Cultura come evento di rilevante interesse culturale. Inaugurata il 14 marzo e prorogata fino al 2 novembre 2025, ha registrato un incremento di oltre 15 mila visitatori rispetto allo stesso periodo del 2024.

Un racconto storico nei luoghi simbolo della città

La mostra ha trovato spazio, tra gli altri, nella sala Boggian di Castelvecchio, scenario storico del Congresso del Partito Fascista Repubblicano e del processo ai gerarchi “traditori” del Gran Consiglio. Un contesto simbolico, trasformato in laboratorio di memoria e cittadinanza attiva, capace di collegare i luoghi della storia alle sfide della contemporaneità.

Attraverso documenti, filmati, testimonianze olografiche, ricostruzioni digitali e opere d’arte, l’allestimento ha coinvolto un pubblico trasversale, con un’attenzione speciale verso i giovani e le scuole. Una proposta educativa pensata non solo per ricordare, ma anche per stimolare riflessione critica e partecipazione civica.

Collaborazioni e partecipazione: un progetto condiviso

Il progetto, curato da Andrea Martini, Federico Melotto, Marta Nezzo e Francesca Rossi, è nato da un percorso di preparazione articolato. Preceduto da seminari didattici presso l’Istituto agli Angeli, è stato sostenuto da una rete di istituzioni e associazioni, tra cui l’Associazione Amici dei Civici Musei di Verona e la Fondazione AGSM AIM, che ha promosso la mostra nel periodo finale di apertura.

Determinante il contributo di Francesca Rossi, già direttrice dei Musei Civici di Verona, che ha seguito la progettazione e l’allestimento, favorendo anche il dialogo con le istituzioni museali milanesi.

Un catalogo e tante iniziative collaterali

La mostra è stata accompagnata dal catalogo pubblicato da Electa, ora considerato uno strumento di riferimento per lo studio della storia locale e nazionale del periodo 1943–1945. Il volume, suddiviso in una sezione generale e una veronese, analizza il ruolo della città come centro nevralgico della repressione e della rinascita democratica.

Numerose anche le iniziative collaterali promosse durante l’apertura:

  • Mappe tematiche della “Città delle prigioni”, “Città ferita” e “Città liberata”;

  • Rassegne cinematografiche ospitate a Castelvecchio, con proiezioni di All’armi siam fascisti, Il terrorista e C’eravamo tanto amati, per creare un ponte tra linguaggi diversi e generazioni.

Numeri da record e un’eredità duratura

Il pubblico ha premiato la proposta con una media di oltre 560 visitatori al giorno, con un picco di 5.730 presenze solo nell’ultima settimana, favorita dall’iniziativa “Domenica al museo a 1 euro”. Rispetto al 2024, si stima un incremento di oltre 40.000 ingressi per il Museo di Castelvecchio durante il periodo della mostra.

La rassegna ha ottenuto attenzione da parte della stampa nazionale, con articoli su testate come Il Sole 24 Ore, Corriere della Sera, Il Giornale dell’Arte e Artribune, e una presentazione ufficiale anche a Milano, presso la Casa della Memoria e Palazzo Marino.

Un patrimonio culturale che continua

“Fascismo Resistenza Libertà. Verona 1943–1945” si chiude lasciando un patrimonio duraturo di conoscenza e consapevolezza:

  • Un archivio documentale e testimoniale;

  • Un catalogo di ricerca a disposizione della comunità;

  • Una rete educativa e museale consolidata;

  • Un esempio virtuoso di co-progettazione culturale tra enti pubblici, scuole, musei e fondazioni.

La mostra non si è limitata a raccontare il passato, ma ha saputo dialogare con il presente, offrendo ai visitatori un’occasione per interrogarsi sul significato della libertà e sulla responsabilità della memoria.

Redazione

Seguici su

Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Biblioteca
Dal 10 settembre al 15 ottobre 2026 incontri con scrittori e nuove pubblicazioni alla Biblioteca...
Festival della didattica un momento
Tre giorni alla Gran Guardia dedicati a scuola, formazione e innovazione educativa con oltre 160...
Schermi d'amore presentazione
Presentata alla Mostra del Cinema di Venezia la nuova edizione della storica rassegna veronese dedicata...

Altre notizie